REDAZIONE-119 ottobre 20143min0

Case history: Geico

Tra i settori che hanno accusato maggiormente l’impatto della crisi c’è sicuramente l’automotive. Le evidenti difficoltà hanno toccato non solo le case automobilistiche di un po’ tutto il mondo, ma anche le aziende dell’indotto (e non sono poche). Molte non hanno resistito: con l’acqua alla gola sul fronte del fatturato e degli utili, hanno cominciato a tagliare il personale e sono entrate in un tunnel da cui spesso non sono più uscite.

Altre, invece, hanno deciso di rischiare, scommettendo sull’innovazione e sulla ripresa.

Una di queste è Geico, azienda lombarda di Cinisello Balsamo – in provincia di Milano – con 120 dipendenti, impegnata nella progettazione di impianti per la verniciatura di automobili.

Chiara Pasetti, responsabile della comunicazione, racconta che sul finire del 2008 i clienti sembravano scomparsi, come se avessero tutti quanti “abbassato le saracinesche”. E continua: Per circa un anno e mezzo non abbiamo ricevuto ordini, tutti cancellati o congelati. La situazione era dunque più che delicata, le prospettive pessime. E mentre i competitor erano fermi e avevano cominciato a tagliare il personale, Geico pensò a come industriarsi per garantire all’azienda una posizione di maggior forza alla ripresa del mercato.

Risposta? L’investimento in innovazione, ricerca e sviluppo: furono spesi 8 milioni di euro per realizzare il Pardis Innovation Centre, inaugurato nel 2009. Al suo interno si trovano i prototipi delle soluzioni tecnologiche più avanguardistiche nel settore della verniciatura delle scocche auto, tutte caratterizzate dall’attenzione all’impatto ambientale e al risparmio energetico.

La mossa – solo apparentemente azzardata ma pur sempre coraggiosa – di investire, in piena crisi,  in un centro di ricerca e sviluppo innovativo si è rivelata vincente. Il mercato ha cominciato a riprendersi, e Geico si è ritrovata ad essere leader del mercato. Il fatturato ha cominciato a crescere in maniera quasi esponenziale in concomitanza con le varie commesse di progetti di impianti; e questa crescita è destinata a durare anche in virtù di un’alleanza strategica che l’azienda ha stretto con Taikisha, multinazionale giapponese, fino a quel momento uno dei grandi competitor di Geico.

Il prossimo obiettivo? La realizzazione, entro giugno 2020, del primo impianto completamente autosufficiente dal punto di vista energetico e a impatto zero.

Innovare significa anche realizzare ciò che poteva sembrare impossibile. La strada del successo è ormai tracciata.

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