Lucia DemartiniLucia Demartini16 febbraio 2018
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categoriaQuesta settimana, per la serie delle pillole di Inglese di Cristina Faita, parleremo della parola “CATEGORY” e del termine corrispondente in italiano, in riferimento ai contesti lavorativi: le categorie come strumento di classificazione delle persone.

Cristina così descrive la parola:

“Sure, we all agree it has 4 syllables but which one should be stressed? It is a high frequency noun in business. We often use it in Sales, Marketing and R&D. Crissy gives you some phraseology and italian translations so you can start using it in context immediately. Check out the video and discover if you pronounce it correctly.”

Le categorie dalla filosofia classica al concetto di talento

Il temine categoria deriva dal corrispondente termine greco che può avere due diverse traduzioni, distanti quanto tangenti: accusare ed affermare.

Sebbene l’attività del categorizzare sia funzionale all’organizzazione del nostro sapere, conosciamo abbondantemente quanto in essa si nascondano pericolose insidie se applicata alle persone, ai loro comportamenti e quindi alla produttività delle loro performance.

Stereotipi e pregiudizi sono l’estrema declinazione della categorizzazione cui, sembrerebbe, non sono scevre neppure le intelligenze artificiali e non solo quelle umane. Un interessante articolo pubblicato su Ninjamarketing affronta questo delicato tema da un punto di osservazione insolito quanto inquietante: le macchine apprendono dagli uomini e degli uomini finiscono per imitare, in maniera esponenziali, anche le distorsioni di pensiero.

Le categorie svolgono il prezioso compito di rendere la realtà ordinata e prevedibile, e se ad esse è collegata la possibilità anche di riconoscerla. dall’altra parte nascondono l’insidia di renderla conoscibile.

Le persone rischiano di essere le vittime “privilegiate” di questo strumento e nelle aziende si sta facendo strada la consapevolezza che è necessario andare oltre il presunto conosciuto per intercettare, saperi, competenze e capacità che la categorizzazione rischia di oscurare.

Sempre più frequentemente si parla della necessità/opportunità di conoscere, di scoprire i talenti nascosti che le persone spesso utilizzano al di fuori dei luoghi di lavoro dove spesso invece risultano invisibili. La stessa categoria di talento ha così subito una evoluzione virtuosa superando la distinzione tra persone di talento versus quelle prive che ne vengon ritenute prive.

L’unica categoria valida rimane allora quella umana: l’universale di socratica memoria cui è lecito riferirsi senza temere ne di accusare o affermare impropriamente.

 

 

 

 

 

Redazione8 gennaio 2018
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Da gennaio HR-Link ospiterà un nuovo servizio rivolto ai suoi lettori: le pillole di Inglese di Cristina Faita.Ogni settimana verranno pubblicati brevi video studiati per aiutare in maniera veloce ed efficace a migliorare la conoscenza di una lingua ormai indispensabile. Ogni pillola verterà sull'uso di un termine, di un modo di dire, sulla pronuncia di una parola ed altro ancora.


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