Redazione16 luglio 20143min

Comunicare efficacemente in azienda

Comunicare bene non è importante. È fondamentale. Nel mondo professionale del XXI secolo, è riscontrabile che le maggiori criticità – a prescindere da aspetti legati all’organizzazione e al cambiamento del mercato – dipendono proprio da problemi legati al mondo della comunicazione e delle relazioni in generale.

La gestione delle risorse umane, la motivazione, lo sviluppo delle competenze, la struttura “relazionale” di un’azienda (verticale, ossia fortemente gerarchica, oppure orizzontale) dipendono fondamentalmente dalle modalità di comunicazione interne, che vedono protagonisti tutti.

Chiaramente la comunicazione può essere interna o esterna. I meccanismi, i processi e le finalità sono diverse: in ogni modo, l’azienda comunica. Sempre. E comunicare in modo efficace oggi è, a tutti gli effetti, un atto di governance, di management: la comunicazione efficace può essere il reale vantaggio competitivo determinante in un mercato globale e globalizzato, e che proprio per questo fa della vis comunicativa il suo principale cavallo di battaglia.

È dagli anni ’90 che la comunicazione, da strumento marginale e di supporto all’immagine aziendale, è diventata in modo sempre più accentuata una componente indispensabile per il funzionamento dell’impresa. In particolare, come detto, per lo sviluppo organizzativo interno e per la gestione dei rapporti con i mercati di riferimento. Comunicare è vendere: il modo con cui un’azienda comunica rappresenta il modo attraverso il quale si vende, con i propri dipendenti e con il mondo circostante.

Pubblicità, marketing (in tutte le sue componenti, dal cartaceo al web ai social) e advertising in senso lato sono il filtro dell’azienda con l’esterno. All’interno, invece, i rapporti camminano su un binario più delicato, perchè fondato sui caratteri umani e su tutte quelle competenze trasversali che risultano determinanti per il business. La comunicazione è composta da contenuto e relazione, ma è la seconda che condiziona il primo. Questo accade per l’importanza strategica che riveste la comunicazione non verbale: tono e timbro di voce, gesti, atteggiamenti, mimica facciale. Il linguaggio del corpo, insomma, che trasmette più di quanto esca dalla bocca.

È fondamentale, inoltre, usare lo stesso canale comunicativo dell’interlocutore (specialmente in formazione) e, soprattutto, ascoltare. Più che mai nei meccanismo aziendali, il buon comunicatore deve essere una persona dotata di grande capacità d’ascolto.


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