Redazione28 settembre 20143min

Flexible benefit, il welfare si realizza nel privato

All’interno del quadro economico attuale – dove i consumi sono minori e si riduce il potere d’acquisto delle famiglie – le politiche di welfare assumono senza dubbio un’importanza particolare. E se la situazione finanziaria rende lo Stato sempre più debole, è allora il welfare privato aziendale a doversi far carico del benessere dei lavoratori.

Allo stesso tempo c’è da sottolineare una grande diversificazione dei bisogni delle famiglie, ed è di fronte a questo variegato scenario che le aziende italiane (anche loro, finalmente, seppur in minoranza) stanno rispondendo con i flexible benefit: benefit su misura, flessibili e personalizzati, resi disponibili ai dipendenti per aumentare in modo considerevole engagement e soddisfazione dei lavoratori. L’introduzione di piani flessibili consente dunque alle aziende di offrire pacchetti personalizzabili, in linea con le esigenze personali e familiari dei dipendenti, i quali hanno così un ampio ventaglio di scelta tra salute, benessere, viaggi, educazione, pensione e cure familiari: assistenza sanitaria, badanti per genitori non auto-sufficienti o asilo nido per i figli più piccoli. È il lavoratore a scegliere il servizio che più gli si addice, avendo la possibilità di gestire autonomamente e in modo automatico la quota di budget messa a disposizione dall’impresa.

Contorta risulta la parte contributiva, previdenziale e fiscale, perché complesse sono le fonti normative e spesso di difficile interpretazione. In linea di massima possiamo affermare che i piani di flexible benefit, rispettando determinati requisiti, possono rientrare per loro natura nella categoria di benefit con deroga, e quindi con agevolazioni dal punto di vista fiscale e contributivo. L’azienda, inoltre, riesce a mantenere inalterato il relativo costo del lavoro.

Il lavoratore, dal canto suo, riceve un pacchetto retributivo che percepisce come efficiente, aumentando il potere d’acquisto in termini di servizi fruibili nel tempo; e incrementando considerevolmente, inoltre, la percezione di soddisfazione sul luogo di lavoro.

D’altra parte, in un momento come quello odierno caratterizzato da una forte tensione tra imprenditori e rappresentanze sindacali, l’introduzione di piani di welfare che possano venire incontro alle esigenze dei dipendenti costituisce un segnale tangibile di attenzione e di distensione tra le parti.


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