Redazione26 settembre 20143min

Formazione, primi segnali di una ripresa che fa ben sperare

Segnali di ripresa per il 2015: è ciò che si evince dalle ultime indagini di Asfor e Manageritalia sul tema della formazione manageriale. Tanta strada c’è ancora da fare, soprattutto se – su questo terreno – confrontiamo l’Italia con altri Paesi europei; eppure sarebbe del tutto controproducente non guardare con moderato ottimismo al futuro della formazione, giacché segnali incoraggianti ci sono e lo sviluppo delle competenze come fattore produttivo è destinato a crescere.

Buona parte della domanda di formazione proviene direttamente dai singoli manager, giovani e meno giovani, ma anche da parte delle aziende c’è una certa richiesta di formazione per i propri dirigenti.

In particolare risulta forte la domanda di interventi brevi e incisivi, sempre più personalizzati per le specifiche esigenze aziendali in termini di strategie e processi di cambiamento. Secondo l’ultima indagine Asfor (anno 2013, perché i dati di settore del 2014 non sono ancora disponibili), le imprese – che per finanziare le attività di formazione fanno ricorso soprattutto ai Fondi interprofessionali – pongono una grande attenzione al rapporto qualità/prezzo dell’intervento formativo; molte di esse progettano e realizzano programmi di formazione manageriale in partnership con le scuole italiane di management e con importanti società di consulenza. Elemento importante che emerge da questo dato è proprio l’aspetto “collaborativo”: la capacità di progettare insieme gli interventi e la coerenza tra obiettivi richiesti e soluzioni proposte diventa una priorità per le aziende, così come l’affidabilità del piano sembra assumere più peso rispetto a flessibilità e tempestività nella risposta. Dal punto di vista delle metodologie didattiche, l’aula continua a rappresentare il centro dell’attività formativa: il vantaggio sull’on line learning è ancora importante, nonostante quest’ultimo trend risulti in ascesa. I programmi, infine, vertono su temi interfunzionali quali la leadership, la strategia, lo sviluppo delle competenze manageriali e l’innovazione. Si registra, inoltre, una maggiore importanza dei temi legati all’etica.

Già tra il 2011 e il 2012, pur in piena crisi, piccoli passi in avanti erano stati compiuti, con una crescita (dal 5,7% al 6,6) del numero di aziende attive nella formazione. E mentre nel 2012 era prevalsa la tendenza a prevedere per il 2013 riduzioni di budget nel settore, nel 2013 la maggioranza delle aziende (intervistate da Asfor) indicava che gli investimenti sarebbero rimasti stabili per il 2014.

La strada imboccata sembra essere quella giusta.


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