Knowledge Based View, cos’è e a cosa serve

Knowledge Based View è una teoria che considera la “conoscenza” come il punto  fondamentale per il successo di un’organizzazione aziendale. Secondo questa ottica, la stessa organizzazione aziendale viene concepita come un insieme di conoscenze, dove il valore è generato dalla capacità di diffondere la conoscenza in una collettività di soggetti e in un certo contesto organizzato.

La  gestione della conoscenza, ovvero la serie di strategie che mira ad organizzare e diffondere il knowledge aziendale contiene:

– la R & S;

– i sistemi informativi ed informatici;

– la formazione del personale.

Se un tempo la gestione della conoscenza si basava più sulla gestione informatica, in un secondo momento la teoria si è più concentrata sull’apprendimento organizzativo e sulle metodologie per il trasferimento delle best practices, nonché sulla  formalizzazione di una nuova conoscenza aziendale. Gli scopi primari della Knowledge Based View interessano lo sviluppo globale, il trasferimento delle nozioni e il loro utilizzo all’interno dell’azienda.

Per comprendere come la KBV possa migliorare questi concetti è importante capire come le risorse umane possono svilupparsi all’interno dell’azienda e quali sono i processi relativi a questo fattore. E’ innanzitutto fondamentale comprendere e riconoscere i diversi tipi di conoscenza, dividendo fra ‘saper fare’ e ‘sapere’. Il Know-how è, infatti, una conoscenza tacita che si esprime attraverso le prestazioni lavorative, mentre il Knowing About è una conoscenza esplicita, che si basa su fatti e teorie ma che non implica la pratica della conoscenza nel campo. Mentre la prima può essere trasferita tra gli individui, la seconda si rende difficile da misurare, in quanto è assimilabile ad un ‘bene pubblico’.

E’ importante notare che la diffusione dei media e della rete hanno enormemente allargato la conoscenza pubblica e ridotto i costi relativi alla sua diffusione all’interno dell’azienda. La sfida della  gestione della conoscenza si basa sulla sua protezione, effettuata attraverso brevetti, copyright e segreti commerciali, nonché dal segreto aziendale e sulla diffusione che segue il naturale turn over aziendale. Come è quindi possibile non perdere le conoscenze acquisite quando il personale cambia?

La spinosa questione si adagia sulla ‘replica‘ ovvero sul mettere ‘su carta’ la conoscenza implicita per proteggerla dal corso del tempo. Questo tratto alleggerisce i compiti di chi gestisce le conoscenze aziendali, ma si presenta di difficile questione per quanto riguarda i competitors. Bilanciare le due questioni si presenta come l’impegno e la sfida di questa teoria aziendale.


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