Redazione20 luglio 20144min

La consapevolezza, il segreto del successo

La chiamano mindfulness: è la consapevolezza. Ovvero, la capacità di orientare e mantenere l’attenzione sul momento presente; o ancora il processo che consiste nel notare attivamente cose nuove, e che quindi ti immerge profondamente nel presente, rendendoti sensibile al contesto. Ellen Langer, psicologa americana, ha dedicato 35 anni della propria attività professionale allo studio della consapevolezza e alle sue applicazioni in diversi ambiti, dalla vita privata – in tutte le fasce d’età – a quella professionale, fino alla leadership, al management e al mondo delle aziende del XXI secolo, in un’epoca dominata dalla complessità e dal caos.

Lavorare sulla propria consapevolezza significa sforzarsi di fare attenzione a tutto quello che avviene intorno a noi, evitando così di compiere azioni con il pilota automatico innestato. Un segreto che, a quanto pare, può risultare decisivo. Le ricerche della studiosa – che ha sperimentato sul campo le sue teorie – hanno fatto emergere risultati in parte sorprendenti. I benefici di una maggiore consapevolezza sono, innanzitutto, performance migliori; inoltre stando attenti, si ricorda meglio quello che si è fatto. Si diventa più creativi. Si possono sfruttare le opportunità nel momento in cui si presentano. Apprezzi di più gli altri e gli altri ti apprezzano di più, perché sei meno valutativo, meno giudicante. Diventi più carismatico (esperimenti in tal senso hanno dimostrato che tenere discorsi in maniera consapevole, al di là dei clichè, rende l’ascoltatore più predisposto nei confronti dell’oratore). Infine, elimini una delle componenti più nocive per le prestazioni professionali: lo stress. Esso – afferma la Langer – non è funzione degli eventi, ma della visione che ne abbiamo: la consapevolezza ci fa rendere conto che non ci sono risultati positivi o negativi in assoluto, ma risultati A, B, C o D e via dicendo, ognuno dei quali ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi. Se insomma apriamo le porte alla consapevolezza, lo stress se ne va.

Sviluppare quest’attitudine, abituarsi al contatto stabile con il “qui e ora” (il celebre hic et nunc latino), significa creare spazio, accogliere pensieri ed emozioni, aprirsi all’opportunità di agire consapevolmente e non limitarsi a reagire. Si è già detto del depotenziamento della mente giudicante: se impariamo ad accettare le cose così come sono e soprattutto per quello che sono, invece che rifiutarle o aggredirle, ne potremo scoprire il potenziale trasformativo intrinseco.

Nel mondo professionale di oggi, in cui le condizioni stressanti tendono a crescere (per gli obiettivi richiesti e i ritmi elevati), la consapevolezza porta una ventata di ossigeno che incrementa esponenzialmente la qualità della nostra vita in termini di ben-essere e quindi crea migliori condizioni di produttività ed efficacia delle performance.

Anche in Italia sembra essere arrivato il momento giusto per quello che i teorici chiamano mindfulapproach.


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