Lavoro digitale: il 40℅ delle imprese non trova candidati con competenze adeguate

Le aziende sono alla ricerca di professionisti del mondo digital e spesso non riescono a trovarli. Questa la verità paradossale che emerge dalle ricerche e a cui la Commissione Europea ha deciso di porre rimedio pubblicando un’agenda che si propone di rimediare a tale gap per portare le competenze digitali alla loro massima diffusione.
Ben il 40% dei datori di lavoro infatti dichiarano di non trovare professionisti del digitale e 70 milioni di cittadini europei non possiedono adeguate competenze matematiche e digitali. il problema è duplice perché riguarda da un lato la possibilità di cogliere opportunità lavorative e dall’altra quella di sviluppare l’economia con la nascita di start up innovative, come invece avviene in nazioni ben più digitalizzate come l’India o gli Stati Uniti.
“In questo mondo in rapida evoluzione – ha commentato Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività – dobbiamo investire nella principale risorsa europea: la gente. Per realizzare il proprio potenziale come cittadini attivi e sul luogo di lavoro, le persone hanno bisogno di un’ampia gamma di competenze.
Non sono infatti solo le nuove professioni a richiedere questo tipo di skill: ormai sono ben poche le attività lavorative che non si avvalgano del digitale.
Manca anche una cultura generale che sappia valorizzare le competenze che spesso sono state coltivate inizialmente in maniera amatoriale, vedi blogger ed affini, ma che aprono per le aziende possibilità di sviluppo prima impensabili.
L’osservatorio di IonfoJobs ha evidenziato un ulteriore dato che si rivela interessante: la differenza di percezione rispetto alle competenze possedute. A fronte di un 46% di candidati che giudica positivamente le proprie competenze digitali, il 24% delle aziende le reputa inadeguate. Forse a ben vedere è necessario fare chiarezza su cosa si intende per competenza digitale anche per orientare la formazione sia dei giovani aspiranti al lavoro, sia di chi, indipendentemente dall’età, vuole adeguare la proprie competenze.
In soccorso ci viene un articolo comparso sulla Stampa a firma di Lorenzo Castagneti.
Secondo l’autore infatti queste sono le 5 competenze di base:

Avere conoscenze digitali generiche
Avere intelligenza digitale
Essere consapevoli e saper gestire i rischi digitali
Avere intelligenza emotiva digitale
Avere una identità e una buona reputazione digitale.

Questi cinque capisaldi sono a prescindere dal livelli di specializzazione o meno che si possiedono in questo settore, ma stanno alla base di un utilizzo privato e professionale consapevole.
L’analfabetismo diffuso infatti, prima ancora di riguardare specifiche attività, fa riferimento alla mancanza di strumenti per cogliere opportunità ed evitarne i rischi. E infatti Jyrki Katainen conclude il suo pensiero con queste parole:
“Le competenze sono fondamentali per la prosperità, l’occupazione, la crescita e il benessere sostenibile. La nostra nuova agenda per le competenze ha il duplice scopo di garantire che nessuno venga lasciato indietro e che l’Europa promuova le competenze di alto livello che costituiscono il motore della competitività e dell’innovazione”.

 

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