REDAZIONE-119 ottobre 20144min0

Lavoro interinale in crescita: da bersaglio a opportunità

Protagonista del complesso mondo del lavoro nel XXI secolo, spesso preso di mira in quanto simbolo di precarietà, altre volte invece percepito come un’àncora (pur sempre temporanea) di salvezza: stiamo parlando del lavoro interinale. Promosso dalle Agenzie per il Lavoro – direttamente autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – che fanno da tramite tra lavoratore e impresa, esso sta conoscendo una crescita trasversale, che tocca settori diversi e regioni dal tessuto imprenditoriale e produttivo molto diverse tra loro.

I dati parlano di una crescita media, rispetto al primo semestre dell’anno scorso, di quasi 9 punti percentuali.

Il motivo? A conti fatti il lavoro interinale si dimostra utile sia per l’azienda utilizzatrice che per il lavoratore: la prima riesce a trovare una risposta spesso altamente qualificata (gli operatori del settore stanno sempre più lavorando sulla qualità) a necessità di breve termine e riesce chiaramente a gestire meglio i rischi legati ad un’assunzione diretta; il secondo, dal canto suo, trova una strada per integrarsi nel mondo del lavoro, arricchisce il proprio curriculum e può giocarsi le sue carte per una potenziale assunzione da parte direttamente dell’azienda stessa.

La verità è che bisogna fare i conti con un mercato del lavoro che è cambiato profondamente rispetto al passato, all’insegna di una parola d’ordine che ormai regna sovrana: flessibilità. Il contesto internazionale, ed ancor più quello italiano, ha messo in luce che il posto di lavoro non è per sempre: oggi anche chi ha il contratto a tempo indeterminato  trema, e persino gli statali non sono più sicuri. Il mito del posto fisso, insomma, è svanito.

Una recente ricerca sul lavoro temporaneo, condotta da Page Personnel, ha fornito dei risultati davvero interessanti: se questa forma è ormai parte integrante del Sistema Lavoro in paesi come U.S.A., Regno Unito e Francia, sta riguadagnando terreno anche nell’Europa Meridionale. In Italia, in particolare, colpisce l’aspetto percettivo del lavoro interinale, valutato positivamente solo dal 36,7% dei lavoratori; eppure il 19,8% degli italiani somministrati ha ricevuto un’offerta di lavoro a tempo indeterminato da parte dell’azienda al termine dell’incarico temporaneo, e soprattutto il 93,1% ha dichiarato di essersi sentito integrato all’interno della realtà aziendale.

Oggi, in Italia, il lavoro interinale coinvolge al mese circa 250.000 persone, che durante la missione godono degli stessi diritti e doveri dei lavoratori assunti direttamente dall’azienda, con una retribuzione non inferiore e con tutti i trattamenti retributivi e previdenziali previsti dal CCNL di riferimento.

La percezione del lavoro in somministrazione sta dunque diventando sempre più positiva anche nel nostro Paese: in linea con il resto del mondo, ci si sta approcciando ad esso per cogliere un’opportunità, tanto più in questa congiuntura economica.

La spiegazione della crescita di questa forma di lavoro è soprattutto qui.

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