Redazione16 luglio 20144min

Leader, questo sconosciuto

Leader e leadership sono parole entrate ormai nel nostro linguaggio quotidiano. Ma nella realtà professionale le cose sono diverse: chi è in azienda il leader? Come si riconosce la leadership? È determinata dal ruolo o dalle caratteristiche personali? Leader si nasce o si diventa?

Pagine e pagine di libri e trattati sono stati scritti in proposito, a conferma di quanto sia diventata fondamentale – ancor di più in periodi di sfavorevole congiuntura economica – la figura di guida nelle organizzazioni. Etimologicamente il leader è proprio colui che guida, dirige, conduce un gruppo di persone al raggiungimento di obiettivi comuni.

In azienda leader coincide con manager. O meglio, almeno così è dal punto di vista lessicale; possiamo affermare con più precisione che il manager (un “capo”, insomma, che ricopre un ruolo di direzione e responsabilità di risorse e processi all’interno di una struttura/area aziendale) dovrebbe coincidere con il leader. Ma, al di là delle accezioni comuni, non sempre è così. La leadership è associata a determinate caratteristiche personali, e non al ruolo (quello che nel mondo anglosassone è chiamato semplicemente job title).

Quali sono queste caratteristiche personali? La consapevolezza di sé, la capacità di gestire le proprie emozioni e di leggere quelle altrui, l’entusiamo, l’energia, la capacità di saper comunicare e saper ascoltare, l’integrità morale: è soprattutto Goleman a tratteggiare la figura del leader con caratteristiche che non hanno mancato di far discutere, perché attinenti in modo decisamente accentuato alla sfera personale prima che professionale (nella quale si distinguono chiaramente le competenze tecniche e la dedizione al lavoro).

Risulta chiaro, dunque, come queste soft skills possano essere sviluppate e affinate dal potenziale leader, più facilmente laddove ci sia un pregresso formativo, anche di matrice familiare, che abbia portato la persona sulla strada della leadership.

Ed è sempre Goleman la fonte più autorevole per la distinzione sui famosi stili in cui essa si manifesta. Vediamoli brevemente:

  • Leader formatore: ascolta, consiglia, motiva, si fida. Guida le sue risorse nel riconoscere i punti di forza e le aree di miglioramento ai fini del raggiungimento degli obiettivi
  • Leader visionario: è empatico, sognatore, di solito gran comunicatore. Crede fortemente nella sua vision e nel suo potere di cambiamento
  • Leader affiliato: crea armonia tra le risorse del gruppo e punta alla risoluzione dei conflitti tramite l’amicizia e in generali i buoni rapporti
  • Leader regolatore: crede nel team, ma solo se funzionale al raggiungimento del successo. Risulta impaziente, orientato al risultato e all’obiettivo. È tipico di aziende a forte impronta commerciale
  • Leader democratico: punta al raggiungimento degli obiettivi tramite il lavoro del gruppo, che guida e coinvolge, e in cui crede fortemente
  • Leader comandante: è il capo di stampo militare, autoritario più che autorevole. Impartisce ordini e verifica la corretta attuazione degli stessi, puntando esclusivamente sul potere attibuitogli

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