Redazione20 luglio 20143min

Over 50, gli spiragli per la ricollocazione professionale

Gli over 50, oltre ad essere un punto di riferimento indiscusso per le famiglie, rappresentano un capitale umano e sociale di fondamentale importanza per l’economia. Il mondo del lavoro, che si nutre dell’entusiasmo, dell’energia e dell’apporto innovativo dei giovani, si alimenta anche del grande bagaglio di competenze e soprattutto dell’esperienza di chi ha superato la soglia anagrafica del mezzo secolo d’età.

Ed è proprio agli over 50 che i governi devono prestare la loro attenzione nel frastagliato mondo del lavoro del XXI secolo. A loro che – probabilmente – mai avrebbero immaginato, fino a 2 o 3 decenni prima, di essere coinvolti in prima persona (dopo i 50) nel delicato processo di ricollocazione professionale. Dal 2007 l’avvento della crisi ha fatto letteralmente esplodere il fenomeno, le cui conseguenze non hanno mancato di farsi sentire.

Negli ultimi tempi le istituzioni pubbliche, seppur con piccoli passi, sono intervenute a tutela dei diritti dei lavoratori over 50 e del loro reinserimento professionale. Scommettendo ora su competenze nuove, ora su nuovi stimoli (e in questo processo risulta rilevante l’apporto della formazione). Sono attualmente in vigore incentivi e sgravi fiscali volti proprio ad incoraggiare il mondo imprenditoriale affinchè tutelino questa forza lavoro o la trattengano al loro interno. Vanno in questa direzione le misure legislative presenti nella 92/2012: la legge in questione ha previsto che, a partire dal 1° gennaio 2013, in relazione alle assunzioni con contratto da dipendente – a tempo determinato o anche in somministrazione – di lavoratori di età pari o superiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, vi sia la riduzione del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro per la durata dei 12 mesi; inoltre, se il contratto di lavoro si trasforma successivamente da determinato a indeterminato, la riduzione dei contributi si prolunga fino al 18° mese (purchè la trasformazione avvenga entro la scadenza), mentre nel caso in cui l’assunzione avvenga subito con contratto a tempo indeterminato, il beneficio contributivo spetta per un periodo di 18 mesi.

Significativo l’interesse in merito alla questione di Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro del Governo Renzi, il quale – poco l’insediamento – aveva parlato di provvedimenti a favore di chi è troppo vecchio per lavorare e troppo giovane per andare in pensione. Penso a un contratto di reinserimento per chi è ancora lontano dalla pensione e a qualche tipo di scivolo per chi invece è ormai prossimo a ritirarsi. Se avessi i soldi lo farei subito, ma prima dobbiamo trovare le risorse finanziarie.


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