Personal Branding: la strada per il successo parte dal tuo curriculum

Quante volte alla domanda se il lavoro che facciamo ci piace abbiamo esitato prima di rispondere, o abbiamo abbozzato un mezzo sorriso quasi a dire: “E’ lavoro”. Oppure, se ancora non lavoriamo, quante volte alla domanda, che lavoro vorresti fare, non avete saputo rispondere?

Se vi riconoscete in queste parole probabilmente siete tra i molti che ancora si aggirano smarriti in un mondo che si è fatto sempre più incerto e magmatico nella ricerca, spesso vana di orientarsi senza avere in mano neanche la bussola.

Nell’articolo della scorsa settimana abbiamo già cominciato a tracciare le prime linee della mappa che ci serve per esplorare il territorio, e il primo passo che abbiamo compiuto è stato quello dell’allineamento dei livelli logici. Operazione questa che ci ha permesso di focalizzarci su noi stessi e gettare le basi del nostro personale progetto. Ora ci apprestiamo a varcare la soglia del mondo esterno.
La domanda cui dobbiamo rispondere è: come mi presento?

1) Il cv: il nostro biglietto da visita.

Se è vero che un selezionatore è in grado di “leggere” un curriculum in poco più di 4 secondi, tempo decisamente sconfortante per chi lo ha scritto, ma assolutamente plausibile per chi si trova a doverne scrutinare a centinaia, è evidente che è necessario distinguersi per colpire l’attenzione.
I cv in formato europeo hanno appiattito il panorama e costretto storie professionali o scolastiche all’interno di schemi che spesso le mortificano. Farsi aiutare a confezionarne uno che in poco più di una pagina sappia far arrivare la sostanza del nostro percorso può essere un piccolo investimento che può generare interessanti ritorni.

2) Il focus sull’esterno

Per avere successo è necessario focalizzarsi sul nostro potenziale datore di lavoro: in pratica significa confezionare cv che mettano in evidenza quelle competenze, conoscenze, esperienze che si connettono con gli interessi dell’azienda presso cui ci presentiamo. A questo proposito evitiamo di confezionare una lettera motivazionale generica, buona per “tutte le stagioni”. Meglio non presentarla.
Come è meglio evitare di cadere in luoghi comuni per descriversi: la prima regola del personal branding è permettere al nostro interlocutore di rispondere alla domanda “Cosa c’è li per me”, espressa nel marketing con l’acronimo: WIIFM (What’s In It For Me).

3) Allenamento

Le nostri sorti professionali non possono essere lasciate al caso e questo vale innanzitutto per i colloqui di lavoro. Affrontarli senza la dovuta preparazione significa giocare d’azzardo con scarsissime possibilità di successo. Se siamo agli inizi del nostro percorso lavorativo o se vogliamo/dobbiamo cambiare lavoro non possiamo permetterci di affidare alla sorte il nostro futuro. Come qualsiasi atleta che voglia vincere una gara si prepara scrupolosamente per essere pronto ad affrontare i concorrenti così dobbiamo fare anche noi.
Il training è costituito da simulazioni che ci permettono di mettere alla prova la nostra capacità di rappresentarci sia in termini di contenuti sia di forma. Affidandosi ad un professionista che sia in grado di restituirci i punti di forza e quelli di debolezza del nostro storytelling, potremo implementare le nostre capacità di esposizione e allenarci a parlare in pubblico….una delle peggiori paure secondo il National Institute of Mental Health.

4) Ampliare il territorio

Dovremo studiare per tutta la vita per essere sempre allineati con le conoscenze necessarie a mantenerci flessibili mentalmente e professionalmente. C’è una competenza di cui trasversalmente tutti hanno bisogno: l’inglese. Sia perché le aziende sono sempre più globali, sia perché conoscerlo significa espandere drasticamente il mercato cui proporci. Molte aziende lo richiedono e se anche il suo utilizzo non è costante e diventa così una skill discriminante per scegliere tra più candidati ugualmente validi.

Riassumendo: se la ricerca del lavoro è un viaggio, abbiamo stabilito la meta, mappato il territorio, definito il percorso e preparato la valigia. A noi la decisione di partire…con la bussola sempre a portata di mano.

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