REDAZIONE-17 novembre 20144min0

Smart Working, come si organizza il lavoro

Con il termine Smart Working viene indicato un nuovo modo di intendere l’organizzazione del lavoro, basato sulla flessibilità e sulla possibilità di scegliere in autonomia gli spazi dove operare e gli strumenti da impiegare nell’attuazione della professione. Se questa tipologia di lavoro era fino a poco tempo fa considerata appannaggio dei cosiddetti lavori ‘da casa’, il concetto si sta evolvendo anche ad una applicazione aziendale. Ricerche nel settore hanno infatti evidenziato che il 67% delle aziende italiane sta attuando leggere manovre di miglioramento rivolte a questa tipologia di lavoro, sebbene solamente l’8% di esse applichi un vero e proprio modello di Smart Working al suo interno. Tale modello si basa sullo sviluppo di piani sistematici, sull’introduzione di strumenti di policy organizzative e di comportamenti che ne permettano l’attuazione in termini pratici. Il tema interessa anche la divisione pratica degli spazi interni e l’acquisizione di una tecnologia adeguata a favorire questo innovativo sistema di lavoro.

Fare Smart Working nel nostro paese è possibile ed auspicabile, ma il processo si presenta solamente ad una fase iniziale. Molti operatori, ma anche manager e quadri aziendali, hanno scoperto la possibilità di operare anche al di fuori degli spazi aziendali, ma spesso la realtà operativa si scontra con la necessità di contare su una sede fissa e sulle restrizioni imposte dall’orario di lavoro. Sull’argomento è stata condotta un’interessante ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno “Smart Working: si può e si deve!”.  La ricerca ha voluto coinvolgere 230 executive appartenenti a 211 aziende di media-grande dimensione, proponendosi di monitorare gli aspetti relativi all’evoluzione dello Smart Working nel nostro Paese.

I risultati della ricerca sono stati positivi e hanno rilevato che l’Italia è sulla ‘via giusta’ per sviluppare questa forma di lavoro, il quale non deve essere considerato come un’alternativa, ma come una normale evoluzione dei meccanismi professionali. Lo Smart Working richiede che alcuni fattori operino in sinergia, per generare un metodo di lavoro sdoganato dalla classicità. Si tratta principalmente di offrire situazioni contrattuali flessibili, basate su orari diversificati e sulla possibilità di operare anche in luoghi geografici alternativi all’azienda. A questi aspetti si associa la presenza di strutture ideali, come gli spazi di coworking e le zone wi-fi free estese. Il beneficio che lo Smart Working può apportare a livello aziendale è ancora difficile da stimare, ma esso si muove su termini più che positivi. Essi interessano innanzitutto la semplificazione della gestione del lavoro, ma si espandono a concetti di libertà e di creatività, fondamentali perché i risultati lavorativi possano correre su binari altamente competitivi.

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