Un ultimo saluto a Vittorio Merloni, da Indesit ha fatto scuola nel management in Italia

Con la Morte di Vittorio Merloni, l’Italia perde uno degli ultimi protagonisti della sua storia industriale.

In questi giorni sono stati molti gli attestati di stima verso l’uomo e verso l’imprenditore che ha inciso in maniera così determinante sull’economia della propria regione, le Marche, tanto da aver dato il nome ad un case study che ancora oggi viene studiato nelle scuole internazionali di business.

Molti i particolari di cui si è venuti a conoscenza: dalle origini dell’impresa alla sua decadenza, dalle strategie di marketing a quelle di acquisizione.

C’è un aspetto su cui vogliamo soffermarci e che sottolinea ancora una volta la grandezza e la lungimiranza di questo uomo che, a differenza di tanti suoi colleghi, ha voluto già in tempi non sospetti inserire talenti esterni all’azienda, per farli diventare i suoi manager. Non era e non è una scelta scontata neanche oggi per una grande azienda familiare affidare la gestione operativa a degli estranei.

Adolfo Guzzini, in visita alla camera ardente ha ricordato, in proposito, il clima nel quale venne eletto a presidente di Confindustria “”Io ero tra i Giovani Imprenditori, capimmo che avevamo di fonte un leader nazionale per tutte le imprese che volevano voltare pagina e ci siamo messi a fare il tifo per Merloni: all’epoca l’area di eccellenza era il nord di Torino e Milano, noi volevamo portare alla ribalta le Marche, il Veneto, le imprese di dimensioni più piccole”.

Il periodo di Merloni al vertice di Confindustria segnò “una svolta sia per le modalità di funzionamento dell’associazione, sia per le strategie nelle relazioni industriali, nell’innovazione, nell’internazionalizzazione, ma soprattutto nella valorizzazione della responsabilità sociale dell’impresa”

Vittorio Merloni, uomo dell’innovazione e della gestione etica dell’azienda, si fece pertanto promotore di un cambiamento culturale, che contaminò virtuosamente la sua regione stimolando la nascita di altri imprenditori e contribuendo al benessere del territorio marchigiano.

Indesit allevò giovani manager che affiancarono Vittorio Merloni nella gestione della sua azienda e che, una volta usciti, furono chiamati ad occupare posizioni di grande prestigio nelle maggiori aziende italiane. Molti sono infatti i top manager che sono cresciuti in seno al così detto  “modello Indesit”.

Nel suo discorso di insediamento alla Presidenza di Confindustria nel maggio 1980 Vittorio Merloni così si espresse. “Il vero fattore limitante dello sviluppo economico italiano sarà rappresentato nei prossimi anni principalmente dalla scarsità del fattore manageriale e dalle insufficienti condizioni professionali delle forze di lavoro”. In un paese privo di fonti energetiche e di materie prime come l’Italia bisognerebbe, infatti, “far leva sull’innovazione”, ma per far questo servirebbero risorse umane adeguate; quindi una Scuola e in aggiunta uno Stato e una Fabbrica al passo con i tempi”……un ‘ulteriore testimonianza della lungimiranza profetica che purtroppo non si è dimostrata sufficiente a salvare la sua azienda dall’acquisizione: la malattia se l’è portato via e il passaggio generazionale ha segnato, come per altri, la fine del suo sogno imprenditoriale.

Raggiungiamo al telefono Gianluca Grondona, oggi Group HR & Organization Director Salini Impregilo, che ha avuto la straordinaria opportunità di formarsi presso la scuola del Cavalier Merloni. “E’ difficile sintetizzare in poche frasi un personaggio così grande e carismatico. Di lui mi rimangono molte cose ma due in particolare mi hanno fatto da insegnamento: il rispetto che aveva verso gli altri e la sua genuina curiosità. Era sempre gentile ed educato con tutti “scusi… buongiorno…posso? …mi raccomando trattiamo bene queste persone…” ed aveva un’inguaribile e genuina curiosità: ” cosa c’è di nuovo, fatemi vedere qualcosa… lei cosa ne pensa?”. Era uno degli uomini più stimati, ma allo stesso tempo rispettava gli altri e non cessava mai di apprendere. Ebbene penso che questo grande rispetto per il prossimo e la genuina curiosità siano state le basi di un’azienda che è rimasta in maniera indelebile nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di lavorarvi”.

One comment

  • carlo goffi

    28 giugno 2016 at 17:26

    Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Vittorio Merloni, che ho avuto la fortuna di conoscere, seppur occasionalmente, durante la mia esperienza di lavoro nel 1979 all’allora Merloni Elettrodomestici.
    Posso confermare il suo tratto signorile e l’atmosfera piacevole che si respirava in azienda tra i dipendenti, consci di lavorare in un ambiente si’ competitivo, ma finalizzato alla crescita professionale del singolo.
    Per citare una delle sue iniziative, il Dottor Merloni era solito fare un dono personale in ocacsione del matrimonio dei dipendenti : a me dono’ 500.000 £, con un assegno personale.
    Sono andato via dall’azienda, come tanti altri, ma ne ho sempre conservato il ricordo di una esperienza da consigliare ad altri e, ma non ne ho avuto l’occasione, da rivivere.

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