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Nuovo accordo Stato Regioni: formazione per la sicurezza dei luoghi di lavoro

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) segna un punto di svolta nel sistema della prevenzione e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Dopo mesi di rinvii, durante la seduta ordinaria del 17 aprile 2025, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il nuovo Accordo nazionale sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’intesa, siglata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 81/08, riorganizza e aggiorna gli accordi formativi già in vigore in tema di sicurezza stabilendo regole su:

  • durata,contenuti minimi e modalità di erogazione dei corsi obbligatori che rientrano tra le responsabilità dei datori di lavoro;
  • modalità per le verifiche finalirivolte ai partecipanti, valide sia per la formazione iniziale che per l’aggiornamento;
  • monitoraggio econtrollo delle attività formative e della corretta applicazione delle norme, con attenzione sia agli enti formatori sia ai destinatari della formazione.

Il nuovo accordo definisce in modo preciso le ore obbligatorie di formazione e i corsi di aggiornamento destinati a datori di lavoro, dirigenti e preposti. Introduce inoltre nuovi obblighi formativi per l’uso di attrezzature specifiche e istituisce percorsi formativi mirati per chi opera in ambienti confinati o potenzialmente inquinati. Vengono anche regolamentati l’organizzazione dei corsi – con limiti sul numero di partecipanti, requisiti minimi di frequenza, rapporto massimo docente/discente – e le modalità di erogazione verifica finale. Infine, il testo classifica chiaramente i soggetti autorizzati a svolgere l’attività formativa.

Formazione per i datori di lavoro

Secondo il nuovo accordo, la formazione obbligatoria per i datori di lavoro richiede un corso di 16 ore suddiviso in moduli giuridici e organizzativi. Per i titolari di imprese edilizie che operano nei cantieri è previsto un modulo aggiuntivo di 6 ore, con aggiornamenti obbligatori ogni 5 anni di almeno 6 ore, accessibili anche online.

Nel caso in cui il datore di lavoro di un’impresa edile svolga anche il ruolo di responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), al corso base di 16+8 ore si aggiungono: un modulo comune di 8 ore, che include un’esercitazione per la stesura del DVR relativo al settore ATECO di riferimento, e diversi moduli tecnici in base ai settori ATECO 2007, con durate specifiche per ciascuna macrocategoria.

Nel caso del settore delle costruzioni tale modulo tecnico è di 16 ore.

L’aggiornamento deve essere effettuato con cadenza quinquennale, a decorrere dalla data di conclusione del modulo comune, con durata minima di 8 ore, in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. Qualora il datore di lavoro abbia frequentato i moduli specialistici e ne permangono le condizioni per gli stessi, l’aggiornamento dovrà riguardare anche le tematiche ivi previste.

Formazione per i preposti alla sicurezza

Il preposto, oltre alla formazione per i lavoratori, deve completare un ulteriore modulo di 12 ore suddiviso in quattro aree tematiche, con aggiornamento biennale e comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi con durata minima di 6 ore.

Esclusa l’opzione e-learning, con l’obiettivo di assicurare interazioni pratiche e formazione specifica sulle tecniche di comunicazione e supervisione.

Formazione per i dirigenti

Per i dirigenti delle imprese edili, l’accordo impone un corso di 12 ore e un modulo aggiuntivo “cantieri” di 6 ore con un aggiornamento di almeno sei ore ogni 5 anni. In questo caso la formazione può avvenire anche in modalità e-learning.

Formazione per RSPP e ASPP

Il Responsabile al Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e l’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) devono completare una formazione strutturata su due moduli (A, B) obbligatori (28 ore e 48 ore), con un terzo modulo (Modulo C) di 24 ore per il solo responsabile.

L’aggiornamento è ogni 5 anni, con 40 ore per i responsabili e 20 ore per gli addetti, assicurando continuità nelle competenze di sicurezza.

La modalità di e-learning è consentita solo per il modulo A (28 ore).

Formazione per i coordinatori per la sicurezza

Il Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dovrà completare un corso intensivo di 120 ore.

Anche in questo caso, l’aggiornamento quinquennale prevede un corso di 40 ore per garantire un adeguamento continuo alle nuove pratiche e tecnologie in tema di sicurezza nei cantieri. La modalità di e-learning è consentita per il corso di aggiornamento, mentre per la formazione è concesso solo per il modulo giuridico.

Formazione generale e specifica per i lavoratori

Per la formazione dei lavoratori è confermata la struttura in 2 parti:

  • 4 ore di formazione generale;
  • da 4 a 12 oreper la formazione specifica in base alla classe di rischio del settore secondo il codice ATECO:
    • 4 ore per i settori della classe di rischio basso;
    • 8 ore per i settori della classe di rischio medio;
    • 12 ore per i settori della classe di rischio alto.

L’aggiornamento deve essere effettuato ogni volta che si verificano modifiche significative nei risultati della valutazione dei rischi o quando le verifiche di efficacia della formazione, durante l’attività lavorativa, ne mostrano la necessità. In ogni caso, è richiesto almeno ogni 5 anni e deve avere una durata minima di 6 ore a partire dalla data di fine corso indicata nell’attestato.

La modalità di e-learning è consentita per il corso di formazione generale, mentre per la formazione specifica solo per i settori di rischio basso. Per il corso di aggiornamento la modalità di e-learning è sempre consentita.

Il datore di lavoro deve provvedere alla corretta informazione e formazione dei lavoratori. Inoltre, deve attestare l’avvenuta formazione dei lavoratori altrimenti rischia di incorrere in sanzioni amministrative o penali.

Requisiti dei formatori

L’accordo chiarisce i requisiti per chi eroga corsi di formazione e aggiornamento, identificando 3 categorie di soggetti formatori:

  • istituzionali;
  • accreditati;
  • altri soggetti come gli organismi paritetici e i fondi interprofessionali di settore.

Nel settore dei lavori in ambiente confinato o sospetto di inquinamento i formatori devono possedere una documentata esperienza professionale sia giuridico-tecnica che pratica di almeno 3 anni.

Sicurezza negli ambienti confinati

Viene introdotta una formazione specifica di 12 ore per lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, con una sessione pratica obbligatoria di 8 ore.

L’aggiornamento deve essere effettuato con cadenza quinquennale e con durata minima di 4 ore relative alla parte pratica. Durante il corso di aggiornamento, è opportuno che il docente illustri eventuali modifiche normative e evoluzioni tecniche. Esclusa la modalità in videoconferenza o e-learning, con l’obbligo di completare il corso entro 12 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo.

Modalità di erogazione ed organizzazione dei corsi

L’accordo prevede 4 modalità di erogazione della formazione:

  • in presenza;
  • in videoconferenza sincrona;
  • in e-learning;
  • in modalità mista.

Le principali indicazioni organizzative riguardano:

  • numero massimo di partecipanti: non più di 30 per corso (eccetto l’e-learning);
  • rapporto docente/discente: non superiore a 1 docente ogni 6 partecipanti per le attività pratiche;
  • registro di presenza: obbligatorio in formato cartaceo o elettronico;
  • frequenza minima: almeno il 90% delle ore formative per accedere alla verifica finale;
  • verbale delle verifiche finali: da predisporre e archiviare, in formato cartaceo o elettronico;
  • predisposizione del progetto formativo secondo le indicazioni vigenti.

Rilascio degli attestati

Ai partecipanti ai corsi di formazione ed aggiornamento, che abbiano regolarmente frequentato il corso e superato la verifica finale, deve essere rilasciato dal soggetto formatore un attestato, unico per ciascun corso, e contenente i seguenti elementi minimi:

  • denominazione del soggetto formatore;
  • dati anagrafici del partecipante al corso (nome, cognome, codice fiscale);
  • tipologia di corso con rifermento normativo e durata;
  • modalità di erogazione del corso;
  • firma del legale rappresentante del soggetto formatore o suoi incaricati preferibilmente in formato digitale;
  • data e luogo.

Gli attestati, validi a livello nazionale, vengono rilasciati se si assiste ad almeno il 90% del corso e si supera la verifica finale.

Abilitazione all’uso per nuove macchine operatrici

L’accordo introduce obblighi formativi specifici per nuove macchine operatrici prima non normate, come:

  • macchina agricola raccogli frutta: 8 ore(4 di teoria + 4 di pratica);
  • caricatori per la movimentazione di materiali: 8 ore(4 di teoria + 4 di pratica);
  • carroponte: 4 oredi teoria + 6 ore di pratica per il carroponte/gru a cavalletto con comando in cabina, oppure 6 ore di pratica per il comando pensile/radiocomando, oppure 7 ore complessive per entrambe le tipologie.

Allegati dell’Accordo

Il nuovo Accordo include quattro allegati che approfondiscono aspetti specifici della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In sintesi:

  • allegato I: elenca le classi di laurea che consentono l’esonero dalla frequenza dei corsi per Responsabili e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP e ASPP), ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008;
  • allegato II: individua le attrezzature di lavoro per cui è obbligatoria una specifica abilitazione, come piattaforme elevabili, gru, carrelli elevatori, trattori agricoli e forestali, macchine movimento terra, pompe per calcestruzzo, carriponte e altre attrezzature ad alto rischio;
  • allegato III: spiega il sistema dei crediti formativi, distinguendo tra credito totale (esonero completo), parziale (formazione da integrare) e obbligo di frequenza (formazione da svolgere interamente);
  • allegato IV: definisce le macrocategorie di rischio aziendale sulla base dei codici ATECO 2007, utili per stabilire la durata dei corsi in relazione al livello di rischio (basso, medio, alto) dell’attività lavorativa.

Quali testi saranno abrogati?

Alla data di entrata in vigore dell’accordo sono abrogati i seguenti accordi:

  • Accordo del 21 dicembre 2011(Rep. 221/CSR), ai sensi dell’art. 37, comma 2 del D.Lgs. 81/2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11/01/2012;
  • Accordo del 21 dicembre 2011(Rep. 223/CSR), sui corsi di formazione per lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi, ai sensi dell’art. 34, commi 2 e 3 del D.Lgs. 81/2008, pubblicato nella stessa Gazzetta;
  • Accordo del 22 febbraio 2012(Rep. 53/CSR), relativo all’individuazione delle attrezzature di lavoro per cui è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, ai sensi dell’art. 73, comma 5 del D.Lgs. 81/2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 60 del 12/03/2012;
  • Accordo del 25 luglio 2012(Rep. 153/CSR), recante “Adeguamento e linee applicative degli accordi ex art. 34, comma 2 e art. 37, comma 2 del D.Lgs. 81/2008”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18/08/2012;
  • Accordo del 7 luglio 2016(Rep. 128/CSR), relativo a durata e contenuti minimi dei percorsi formativi per RSPP e ASPP, ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 193 del 19/08/2016.

L’Accordo prevede un periodo transitorio di 12 mesi dall’entrata in vigore, durante il quale sarà possibile erogare i corsi secondo le norme precedenti. Tuttavia, per ora le nuove disposizioni entreranno in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Per la prima volta, viene realizzato un riordino organico e strutturato di tutte le discipline precedenti, con l’obiettivo dichiarato di passare da una pluralità disarticolata di accordi settoriali ad un sistema unitario, coerente, integrato e orientato alla prevenzione sostanziale

Il nuovo testo non si limita a razionalizzare contenuti e durate. Va ben oltre. Introduce infatti una serie di principi operativi che collocano la formazione tra le misure fondamentali di effettiva gestione del rischio, sancendo che  la formazione deve essere progettata e attuata in funzione dei rischi specifici propri dell’attività e del ruolo, e deve essere verificata nella sua efficacia anche durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

Dobbiamo sottolineare che, viene  superata la visione burocratica dell’adempimento formativo come mero rilascio di attestati: ora la formazione è valutata per la sua capacità reale di prevenire eventi dannosi, come infortuni, malattie professionali e comportamenti pericolosi.

L’Accordo richiama più volte la necessità che i contenuti della formazione siano coerenti con le risultanze della valutazione dei rischi, e che ogni percorso formativo risulti tracciabile, verificabile e documentabile, non solo nella sua erogazione, ma anche nei suoi effetti concreti sui comportamenti dei lavoratori. Ciò porta a un cambio di paradigma, in linea con l’evoluzione della giurisprudenza penale più recente.

Il nuovo Accordo assume inoltre un rilievo diretto nella valutazione dell’idoneità degli assetti organizzativi aziendali, secondo quanto previsto:

  • dall’art. 2086, comma 2, c.c., che impone l’adozione di assetti adeguati organizzativi;
  • dall’art. 30 D.Lgs. 81/2008, che richiede che i modelli di organizzazione e gestione contengano una “idonea articolazione di funzioni” in materia di formazione, informazione e addestramento;
  • dall’art. 6 D.Lgs. 231/2001, che attribuisce rilievo esimente a modelli organizzativi realmente attuati, efficaci e capaci di prevenire i reati presupposto (es. lesioni o omicidio colposo ex artt. 589 e 590 c.p.).

Deve risultare chiaro che, con l’Accordo del 2025, l’adozione di un sistema formativo non conforme, lacunoso o meramente formale, potrà costituire presupposto di responsabilità da reato dell’ente, nei casi di colpa organizzativa.

Si tratta di una riforma che sposta decisamente l’asse dall’adempimento formale alla prevenzione sostanziale, tracciando una nuova mappa per la gestione del rischio, la cultura della sicurezza e la responsabilità giuridica.  Questo anche perché, il nuovo impianto rappresenta un punto di svolta anche dal punto di vista della responsabilità penale e amministrativa dell’ente, secondo i modelli organizzativi del D.Lgs. 231/2001 e in relazione alla colpa organizzativa in caso di infortunio.

È fondamentale precisare che l’Accordo non ha ancora efficacia giuridica vincolante, in quanto – in base alla prassi consolidata – entra in vigore esclusivamente con la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Fino ad allora, gli Accordi previgenti (2011 e 2012) continuano ad applicarsi integralmente.

Tutto ciò è già accaduto con  gli Accordi precedenti, la cui efficacia è stata espressamente subordinata alla pubblicazione ufficiale.

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