Leadership efficace: 10 caratteristiche e 5 step

Le ricette che si trovano on line su come essere leader efficaci sono numerose.Spesso sono elenchi più meno lunghi in cui si enumerano le principali qualità che un leader deve possedere per essere definito tale

leadership efficace

I concetti espressi sono spesso di grande buon senso e quasi scontati nella loro saggezza…..ma non sempre di facile applicazione.

Prendiamo ad esempio l’elenco che è stato pubblicato da World economic forum.

10 sono le principali qualità che deve aver un buon capo, partendo dal principio che le persone spesso lasciano i luoghi di lavoro in ragione dei comportamenti e atteggiamenti dei propri capi, più che per le difficoltà insite nel lavoro stesso, oltre a ciò le ricerche riportate dall’articolo hanno rilevato che il “65% of people with bad bosses said they’ve sometimes misrepresented the truth at work, compared to only 19% of those with good bosses. Just as great bosses bring out the best in us, bad bosses bring out the worst.”

Ecco quindi punti cruciali riportati dall’articolo di Travis Bradberry che vanno dal condividere le informazioni, alla celebrazione delle vittorie, al rispetto del tempo dei propri collaboratori, sia in ufficio sia quello privato, all’essere empatici, al valutare bene  l’assunzione delle persone, essere affidabile , essere grato e ringraziare, all’essere un buon comunicatore ed infine ad essere lui stesso motore di sviluppo per i nuovi leaders.

Ma quali sono le competenze che deve possedere un capo che voglie essere un buon leader per poter mettere in pratica i comportamenti elencati?

Daniel Goleman, padre e divulgatore dell’intelligenza emotiva spiega come delle 12 intelligenze di cui essa è composta un buon leader dovrebbe almeno utilizzarne 6.

Non ce ne sono di privilegiate, ma quelle che ognuno utilizza per la suo formula di successo si combinano tra loro  e rimandano alle quattro seguenti macro aree: Self-Awareness, Self-Management, Social Awareness, and Relationship Management.

Stabiliti questi principi rimane da capire come si possono sviluppare le necessarie competenze per diventare dei boss eccellenti che sanno far perforare i propri collaboratori e fidelizzarli all’azienda.

Oltre ovviamente a letture appropriate e ai corsi di formazione, Goleman è molto chiaro nell’individuare 5 principali steps che possono essere messi in pratica nella quotidiadintà:

  1. Innanzitutto bisogna essere molto sinceri con se stessi: siamo realmente motivati a sviluppare queste competenze. Premessa ovvia, ma non scontata, per qualsiasi processo di cambiamento che abbia come protagonisti noi stessi. E la motivazione non può esser disgiunta da una visione di se stessi, da una progettualità che rimandi ad un periodo di tempo preciso. Come ogni obiettivo ben formato, insegna anche la PNL,  questa è una premessa indispensabile per garantire i risultati desiderati in modo da renderli misurabili.
  2. Il passo successivo è farsi dare un feedback da chi sta accanto sul lavoro, e non solo, su quali sono i nostri punti di forza e quelli di crescita. Ovviamente, all’interno dei luoghi di lavoro, avvalersi dei tool esistenti per questo tipo di valutazioni è necessario onde evitare ambiguità e riticenze che invaliderebbero l’analisi. Una volta ottenuti i risultati si decide da quale competenza iniziare.
  3. Il piano di azione da seguire scrupolosamente è il passo successivo. Richiede una buona dose di consapevolezza e di capacità di osservazione. Le abitudini che abbiamo sviluppato durantie gli anni non sono facili da modificare: oltre a saper affrontare la frustrazione, perché non tutto andrà bene sin dai primi tentativi, gli errori dovranno essere visti come  preziosi elementi per correggersi e migliorare.Non a caso si peferisce difinirli fattori critici di apprendimento.
  4. Chiedere un supporto è l’altro step. E’ fisiologico che le difficoltà del quotidiano riportino alle vecchie routine. Qualcuno, coach o collega di riferimento, che ci osservi e ci sostenga è necessario proprio per evitare l’”effetto elastico”.
  5. L’esercizio costante è infine l’allenamento necessario per consolidare nuove routine comportamentali, ovunque ci si trovi perché queste skill sono trasversali e ogni “palestra” va bene.

Non rimane quindi che seguire questa tabella di marcia, forti dei risultati già riportati dalla letteratura che ne confermano la validità.

Evolvere i propri comportamenti nella direzione che permetterà di essere leader più efficace permetterà di ottenere risultati spesso inaspettati proprio da quei collaboratori che sembrano mono produttivi. Lungi dal diventare onnipotenti….ma sicuramente con risultati migliori…… anche per il benessere del leader.

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