Officina Risorse Umane, innovazione per l’HR e il diritto del lavoro

Un evento unico in Italia, in programma a Venezia dal 22 al 24 ottobre 2021, che coinvolgerà tutti gli stakeholder delle risorse umane per avviare un’interlocuzione concreta con i ministri del Lavoro e delle Politiche Economiche. Francesco Rotondi, giuslavorista e direttore scientifico di Officina Risorse Umane, anticipa i temi al centro del confronto.

francesco rotondi

Francesco Rotondi è avvocato giuslavorista, managing partner dello studio Lablaw di Milano. Insegna Diritto del Lavoro all’Università Carlo Cattaneo – Liuc Castellanza ed è direttore scientifico di Officina Risorse Umane, uno degli eventi a tema HR più importanti nella seconda metà dell’anno.

Promosso da HR Link e Stati Generali Mondo del Lavoro l’evento vedrà la partecipazione di alcuni dei più qualificati interlocutori nell’ambito delle human resources: top HR manager, referenti istituzionali, opinion leader ed esperti affronteranno alcuni degli ambiti cruciali dell’attuale agenda non solo delle risorse umane ma del Paese in senso più ampio – big data e intelligenza artificiale, smart working e nuovi stili di leadership, parità di genere e diversity management, previdenza, politiche retributive, nuova rappresentanza e riforma del mercato del lavoro – per porre le basi di una piattaforma di proposte concrete e attuabili da presentare in tempi rapidi ai policy makers che hanno la responsabilità di metterle a terra.

Data e luogo da segnarsi sono: 22-24 ottobre, Venezia.

Avvocato Rotondi, cos’è Officina Risorse Umane?

Officina Risorse Umane nasce dalla partnership tra HR Link e Stati Generali Mondo del Lavoro. Abbiamo ritenuto utile poter avere un momento di confronto diretto – e non fine a se stesso – tra stakeholder del mondo del lavoro. Vorremmo che dalle Officine uscissero contenuti fattivi, cioè documenti da inviare alle istituzioni che possano essere alla base di sviluppi normativi.

Concretamente come sarà l’organizzazione?

Metteremo assieme esponenti del mondo Hr, analisti, politici e rappresentanti delle istituzioni che si confronteranno in tavoli tematici sui temi caldi del mercato del lavoro. Abbiamo pensato a otto tavoli. Ognuno produrrà un documento che confluirà in quello finale, che sarà poi alla base del confronto che intendiamo avviare con il Ministero del Lavoro e il ministero dello Sviluppo Economico.

Quali, secondo lei, gli argomenti più urgenti da trattare?

Al netto dei dettagli sui singoli tavoli, in linea generale la riflessione sarà incentrata su due ambiti distinti. Il primo è quello del mercato del lavoro in senso ampio, il secondo è afferente al mondo HR, più interno all’azienda. Sul primo punto è evidente che oggi dobbiamo concentrarci sull’impatto sociale della pandemia, che ha acuito questioni che erano già sul tavolo: vuol dire politiche attive del lavoro, intese sia come accesso al mondo del lavoro sia come reskilling delle persone occupate, che hanno necessità di adeguare le competenze al nuovo scenario digitale. Per quanto riguarda il tema più interno all’azienda, la grande questione che vedo è quella dell’organizzazione, che non è solo smart working…

Cosa intende?

Il tema è quello della riqualificazione delle organizzazioni che si sono mostrate inefficienti per quanto riguarda la produttività. Vanno rivisitati in profondità i modelli organizzativi e analizzati gli impatti dei nuovi modelli di leadership. L’organizzazione verticistica non credo sia il futuro, il tema vero sarà quello della definizione delle competenze.

Che tipo di interlocuzione immaginate con il governo e le istituzioni?

Il nostro obiettivo è avere a ogni tavolo un rappresentante delle istituzioni che poi faccia da tramite per far arrivare proposte e richieste ai diversi ministeri interessati. Ovviamente, come Officina Risorse Umane, chiederemo un confronto diretto con il governo, per poter contribuire all’evoluzione normativa, mettendo a disposizione le nostre competenze e le nostre energie in uno spirito solidaristico.

Una sua riflessione: come è trattato il capitale umano in Italia?

Non è trattato con pensiero strategico, abbiamo ancora una visione ristretta, che punta a coccolare solo alcune figure particolari, ma non c’è una vera e propria cultura delle risorse umane. È grave e ne paghiamo le conseguenze, lo vediamo nelle gravi lacune di competenze che abbiamo. La dico con un esempio calcistico: non bastano pochi Maradona, servono tanti Gattuso per far andare avanti un Paese. Questa nostra scarsa attenzione al capitale umano è figlia dell’altrettanto scarsa attenzione ai giovani… il problema è a monte, nella scuola e nella formazione.

Perchè partecipare a Officina Risorse Umane?

Non è un convegno, non è un webinar, ma un giorno e mezzo di lavoro serrato Sarà un momento di confronto, quasi unico in Italia, in cui in ogni tavolo tematico metteremo a sedere tutti gli stakeholder di quel tema.

Perchè Officina, una parola dal sapore di altri tempi nell’era degli algoritmi…

È il ritorno della centralità della risorsa umana. Va benissimo l’innovazione tecnologica e digitale, ma deve essere al servizio dell’uomo, altrimenti non ha valore. Abbiamo scelto Officina anche perchè è un luogo dove si collabora e si realizza un prodotto, ed è quello che vogliamo fare. Discutere, confrontarci ma creare qualcosa di concreto e fattivo.

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