PNRR: la guida alle misure per il lavoro. Gli investimenti.

Dal PNRR 12 miliardi di euro a disposizione per le politiche per il lavoro. Ecco tutti gli investimenti previsti, dal potenziamento dei centri per l’impiego alla creazione di nuove imprese femminili, dal sistema duale alla certificazione della parità di genere fino al servizio civile universale.

PNRR

Connesso ai tre assi strategici condivisi a livello europeo (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale), il PNRR – che prevede lo stanziamento di 222,1 miliardi di euro – si articola in 6 missioni, le quali rappresentano le aree tematiche oggetto di intervento: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Nell’ambito della missione volta a favorire l’inclusione e la coesione, il PNRR individua gli obiettivi in materia di politiche per il lavoro, mettendo a disposizione oltre 12 miliardi di euro. Di seguito, gli investimenti previsti.

Potenziamento dei Centri per l’impiego

L’investimento diretto a rafforzare i Centri per l’impiego consta di 600 milioni di euro e si propone l’obiettivo, entro il 2022 e per almeno 250 centri per l’impiego, di completare il 50% delle attività previste dal rispettivo Piano regionale.

Nello specifico, le risorse ivi stanziate, oltre ad essere dirette ad investimenti infrastrutturali, mirano allo sviluppo di osservatori regionali del mercato del lavoro e dell’interoperabilità tra i sistemi informativi regionali e nazionali nonché della formazione per i nuovi operatori assunti dai CPI.

Creazione di nuove imprese femminili

Mediante lo stanziamento di 400 milioni di euro, già approvati con decreto del 30 settembre 2021 del Ministro dello sviluppo economico, detto investimento si propone di innalzare il livello di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e nelle attività imprenditoriali attraverso alcune misure, quali la riforma degli attuali sistemi di sostegno all’imprenditoria femminile, l’istituzione del Fondo Impresa Donna per sostenere finanziariamente la realizzazione di progetti imprenditoriali già esistenti e del nuovo Fondo per l’Imprenditoria femminile, passando per attività di mentoring e assistenza tecnico-manageriale alle start up femminili nonché la promozione di campagne volte a creare un clima favorevole all’imprenditoria femminile.

Sistema di certificazione della parità di genere

Con 10 milioni di euro, già svincolati con L. n. 162/2021 recante disposizioni volte a sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e a favorire la parità retributiva tra i sessi, il PNRR mira ad assicurare una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e a ridurre il divario retributivo di genere. Tale obiettivo è perseguito, tra l’altro, mediante la creazione di un sistema nazionale di certificazione della parità di genere, la quale viene attribuita alle aziende al fine di attestare le misure concrete adottate dalle stesse per ridurre i divari su opportunità di crescita, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere e tutela della maternità. Le imprese che la avranno otterranno uno sconto dell’1% (fino a 50mila euro all’anno) sui contributi da versare.

Sistema duale

Risorse stanziate anche per il sistema duale, nello specifico 600 milioni di euro svincolati con il Decreto n. 226/2021 del Ministro del lavoro, il quale ha individuato i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie assegnate dalle Regioni. L’obiettivo è migliorare l’accesso al mondo del lavoro di giovani e adulti senza titolo di istruzione secondaria e favorirne l’acquisizione di competenze on the job, rendendo al contempo i sistemi di istruzione e formazione più in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro. Ma vi è di più. Lo stanziamento di tali risorse è diretto altresì alla programmazione di percorsi formativi nonché al potenziamento dell’apprendistato e del sistema duale.

Servizio Civile Universale

Da ultimo, 650 milioni di euro per rafforzare il servizio civile universale, allo stato non ancora attuati. L’obiettivo è promuovere iniziative in grado di incentivare l’occupabilità dei più giovani e la coesione sociale nonché di aumentare la consapevolezza sull’importanza di una cittadinanza attiva.

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