Workplace as an Experience: da Airbnb arriverà il nuovo paradigma risorse umane?

Uno studio del Top Employers Institute rileva che tutte le aziende certificate Top Employers hanno alcune caratteristiche comuni in materia di cultura organizzativa e gestione della leadership

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Passato e futuro mai come oggi si incontrano su questo tavolo di discussione, sotto la spinta della sharing economy e della cultura che entra nelle aziende attraverso le nuove generazioni dei Millennials.

L’esperienza di Airbnb è in questo senso paradigmatica perché indica una possibile trasformazione della funzione HR con ricadute misurabili sul tasso di soddisfazione e di rendimento delle persone che vi lavorano. Chief employee experience officer, questo è la nuova denominazione del ruolo di Mark Levys, HR manager di Airbnb. Questa funzione ha fatto quel un salto di paradigma, che implica un cambio di prospettiva rispetto al ruolo che viene attribuito alle persone nell’organizzazione.

Queste infatti non sono a supporto del business, ma sono il business, afferma Ben Whitter global HR/OD Leader e Multi-Award-Winning Organisation & People Developer . Quel 90 % di collaboratori che oggi riconoscono questa azienda come a great workplace to work, diffonde il valore ai clienti e questo genera un enorme ritorno. Se ciò che pensano i propri collaboratori diventa un fattore critico di successo è allora essenziale ripensare al loro benessere in termini che vanno ben oltre i benefit.

Workplace as an experience è il marchio, con tanto di registrazione, con cui è stato etichettato l’approccio alla gestione delle persone nell’azienda leader della sharing economy. Tutto ciò che entra in gioco nell’esperienza di lavoro diventa materia di gestione, trasformando anche le attività più tradizionali, quali la selezione e lo sviluppo alla luce di questo approccio a 360 gradi, che coinvolge gli aspetti fisici e quelli emozionali, quelli virtuali e quelli intellettuali ed infine quelli legati alle aspirazioni individuali.

Infatti il luogo di lavoro è un luogo di vita vissuta in cui condividere e costruire percorsi co-creati con i collaboratori, esattamente nella stessa logica con cui si fidelizzano e valorizzano i feedback dei clienti più affezionati. Attraverso un continuo scambio di informazioni e suggerimenti, la funzione HR cura il processo continuo di engagement, diventando il treat d’union tra i collaboratori, e tra le altri parti dell’organizzazioni in un dialogo continuo che intercetta desideri, progetti e aspirazioni per trasformarli in valore e business.

Allora gli ambienti di lavoro somigliano sempre più agli spazi di casa propria, si crea una comunità aziendale in cui si condividono le più varie esperienze sino ad organizzare attività di volontariato a favore della comunità in cui si è inseriti. Si pranza insieme consumando i cibi confezionati nella cucina dell’ufficio, si condividono le informazioni, le foto e racconti con tutte le varie sedi dislocate nel mondo per comprendere le differenze culturali e integrarsi reciprocamente creando “A meaningful experience within work in meaningful organization” dove ciascuno è incoraggiato ad esprimere se stesso.

Essere chief employee experience officer è quindi una declinazione ulteriore della funzione HR comunemente intesa, in cui ha profonde radici che le permettono di posizionarsi all’interno dell’azienda ai massimi livelli, diventando luogo di snodo e di connessione e partecipando alle scelte strategiche della stessa, forte di quelle competenze che le hanno consentito di crescere diversificandosi, mantenendo autorevolezza e credibilità, in una logica non di esclusione ma di integrazione.

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