Formazione digitale e accessibilità: cosa incide sull’apprendimento
Corsi online formalmente aperti a tutti possono diventare barriere invisibili. Tra European Accessibility Act ed errori ancora diffusi, come l’accessibilità digitale incide sull’efficacia reale della formazione e-learning?

Quando la formazione aziendale è erogata in modalità e-learning, l’accessibilità diventa una responsabilità organizzativa. Tutta la popolazione aziendale deve infatti essere in grado di fruire dei contenuti digitali allo stesso modo, perché l’esperienza formativa possa essere efficace e inclusiva. Problemi apparentemente minori possono compromettere l’esperienza di apprendimento: un video senza sottotitoli, materiali non navigabili da tastiera o contenuti poco leggibili possono rendere un corso inutilizzabile per alcune persone, che rischiano di essere escluse di fatto anche quando i corsi sono formalmente disponibili per tutti.
Le barriere riguardano le persone con disabilità certificate, ma anche chi utilizza tecnologie assistive, chi ha difficoltà sensoriali o cognitive, chi ha una minore familiarità con gli strumenti digitali o chi non è madrelingua. Quali sono le responsabilità dell’HR per una formazione digitale inclusiva e accessibile? Quando si parla di accessibilità nella formazione digitale, il tema è certamente culturale, ma anche normativo. Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) l’Unione Europea richiama le organizzazioni a garantire che prodotti e servizi digitali (comprese piattaforme e-learning e contenuti formativi online) siano accessibili secondo criteri condivisi, come le Web Content Accessibility Guidelines, ossia le linee guida per permettere a tutti di fruire dei contenuti web e digitali.
I dati sull’accessibilità digitale
I dati del WebAIM Million, che ogni anno analizza oltre un milione di homepage, mostrano come la grande maggioranza dei siti presenti ancora errori di accessibilità secondo le linee guida WCAG. In media, le pagine contengono numerosi problemi che rendono complessa, e in alcuni casi impossibile, la fruizione dei contenuti.
Si tratta spesso di criticità apparentemente semplici: testi con poco contrasto rispetto allo sfondo, immagini prive di descrizioni alternative, etichette mancanti nei campi o nei pulsanti, link senza un testo chiaro che ne spieghi la funzione, fino all’assenza dell’indicazione della lingua del contenuto. Tutti questi elementi, per chi utilizza tecnologie assistite rappresentano vere e proprie barriere all’accesso alle informazioni.
Governare l’accessibilità nella formazione digitale
Anche se la progettazione tecnica dei contenuti formativi è affidata a fornitori esterni o a team specializzati, la responsabilità dell’accessibilità non può essere delegata completamente. Per l’HR, il tema riguarda soprattutto il governo dei processi: definire priorità, orientare le scelte e creare le condizioni perché la formazione digitale sia davvero fruibile.
Da dove partire, quindi? Un primo passo è includere l’accessibilità tra i criteri di qualità dei percorsi formativi, al pari dell’efficacia didattica o dell’aggiornamento dei contenuti. Questo significa considerarla già nella selezione di piattaforme e partner, ma anche nei brief per la creazione di corsi e materiali e-learning.
Un secondo livello riguarda le competenze: non serve diventare esperti tecnici, ma sviluppare una consapevolezza di base che permetta all’HR di porre le domande giuste, intercettare le criticità più comuni e dialogare in modo informato con fornitori e team interni.



