Crisi e leadership, da McKinsey cinque regole per affrontare la difficoltà e progettare il futuro

Uno studio di Gemma D’Auria e Aaron De Smet mette in fila i passaggi per reagire con efficacia

crisi

Come deve reagire la leadership alla crisi scatenata da una pandemia: McKinsey, in uno studio pubblicato a marzo, ha individuato cinque pratiche utili a portare risultati efficaci per poter affrontare problemi del tutto nuovi rispetto a quelli originati da altri tipi di crisi. Il primo passo è certamente quello di riconoscere ciò che sta accadendo e attrezzarsi per reagire, tenendo conto che una soluzione non può assolutamente essere trovata da un ristretto gruppo dirigenziale.

Fissare priorità chiare è senz’altro l’inizio giusto per dare soluzioni a una crisi: per questo i leader dovranno costruire una rete di team (1) che consiste in un insieme “altamente adattabile” di gruppi in grado di lavorare al medesimo scopo, anche implementando nuove regole di azione. In alcuni casi la rete istituirà un centro nevralgico che coordinerà quattro ambiti: “tutela dei dipendenti, stabilizzazione della supply-chain, customer engagement e stress test finanziario”, si legge nello studio. Certo è che la rete dovrà essere multidisciplinare e capace di muoversi dal campo della comunicazione a quello finanziario, passando per il comparto tecnologico e persino per quello medico. Fondamentale coinvolgere degli esperti, che dovranno essere altamente propostivi e favorire trasparenza e collaborazione nei team: l’autorità non deve essere esercitata né dal leader né dalla rete di team stessa.

Importanti anche gli aspetti più legati alla sfera piscologica ed emotiva: il leader dovrà comunicare sicurezza. Scegliere i leader (2) durante una crisi è una scelta essenziale che l’alta dirigenza deve effettuare: “Un’importante funzione dell’alta dirigenza consiste nel costituire rapidamente un’architettura decisionale, in modo tale che la responsabilità delle decisioni sia chiara e queste ultime siano prese da persone competenti nei diversi livelli”, chiariscono Gemma D’Auria e Aaron De Smet, rispettivamente senior partner della sede McKinsey di Dubai e della sede di Houston.

In una situazione di crisi senz’altro emergono anche figure di nuovi leader perché, sebbene durante difficoltà “routinarie” l’esperienza di chi sta al vertice sia fondamentale, in una situazione di crisi particolarmente forte diventerà dirimente il carattere da leader.

Fermarsi per valutare, prevedere e poi agire (3) è ciò che ci si aspetta da chi comanda in casi estremi. “Il ciclo pausa-valutazione-previsione-azione dovrebbe essere continuo, in quanto aiuta i leader a mantenere uno stato di calma deliberata ed evitare di reagire eccessivamente alle informazioni appena acquisite”, spiegano da McKinsey. Certo è che, una volta stabilito cosa fare, il leader deve agire con decisione, anche perché la risolutezza accresce la fiducia dei collaboratori.

Mostrare empatia (4): l’esplodere della pandemia da Covid-19 ha evidenziato chiaramente l’impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sulla vita personale e lavorativa, sia diretto che indiretto. Quindi, “dal momento che ogni crisi incide sulle persone in modo diverso, i leader dovrebbero prestare particolare attenzione ai problemi che le persone si ritrovano ad affrontare e adottare misure adeguate per supportarle”. Non solo: dovranno spingere le persone stesse a fare attenzione al proprio benessere.

Infine la comunicazione (5) è importantissima. E ciò non significa che si debba comunicare per forza ottimismo. Essere trasparenti è la strada giusta da intraprendere: “Una comunicazione sollecita e frequente indica che i leader seguono la situazione e adeguano le loro risposte a quanto di volta in volta appreso. Ciò li aiuta a rassicurare gli stakeholder sul proprio impegno nell’affrontare la crisi”.

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