Diversity management, le best practice per l’inserimento lavorativo

Un convegno promosso da Abilitando per fare il punto sullo stato dell’arte in Italia. La gestione delle diversità non è più vista come un obbligo ma come un’opportunità per l’impresa. La cultura inclusiva sta crescendo ma c’è ancora molta strada da fare. Ecco inclusive mindset, la piattaforma per valorizzare l’inclusione

disability management

Negli ultimi anni in Italia sono aumentati il rispetto e la valorizzazione delle differenze individuali in ambito lavorativo. In particolare, il Diversity e Disability Management è l’approccio multilaterale che riconosce le differenze al fine di gestirle e valorizzarle, non solo per adempiere a obblighi normativi (come la legge 68/99 per l’assunzione delle persone con disabilità), ma anche come forte elemento di employer branding e strumento per aumentare la competitività  e la reputazione d’impresa.

I “valori” d’impresa, la responsabilità sociale e l’etica nel business sono elementi che fanno la differenza sul mercato, una loro cattiva gestione può generare gravi crisi di reputazione e, di conseguenza, di affari. Anche per queste ragioni, il Diversity Management è diventata una funzione di importanza strategica. Se molto è stato fatto, c’è ancora tanto da fare. A partire proprio dagli aspetti basici della gestione della diversità, cioè l’inserimento lavorativo di persone con disabilità fisiche o psichiche.

Di questi temi si è parlato a Roma nel corso dell’evento nazionale Disability & Diversity Management: ricerche, esperienze e prospettive a confronto, promosso dall’associazione senza scopo di lucro Abilitando insieme a Ibm e LabLavoro.

L’evento

Nel corso dell’evento Intesa Sanpaolo, Jacobs Randstad, Alstom e Cisco hanno presentato le proprie esperienze in termini di inclusione lavorativa a trecentosessanta gradi. Obiettivo del convegno è stato anche quello di presentare le politiche europee sulle diversità e disabilità; dare risalto alle best practices nelle imprese italiane e internazionali, nella P.A. e nel terzo settore; favorire lo scambio e il confronto tra diversi punti di vista e individuare le future direzioni e gli ambiti di applicazione del Diversity e del Disability Management.
“Il Diversity Management – ha spiegato  Consuelo Battistelli, Diversity Engagement Partner per IBM Italia e vicepresidente di Abilitandoè cultura e necessità gestionale, consolidata nelle grandi realtà aziendali e in corso di introduzione anche nel sistema della piccola e media impresa, caratterizzante la struttura economica del nostro Paese. Questo approccio manageriale non ha solo valenza aziendale e funzionale alla valorizzazione delle diversità presenti all’interno delle imprese, ma richiede anche basi normative. Occorre quindi che le aziende siano affiancate da istituzioni pubbliche e parti sociali, uniche abilitate a elaborare politiche che sostengano la creazione di una cultura inclusiva e tollerante verso il “diverso”.

“Abilitando – racconta
Paolo Robutti, presidente dell’Associazioneè ormai una realtà conosciuta a livello nazionale nata grazie all’evento omonimo organizzato nel 2015, che si pone come obiettivo quello di facilitare l’inclusione sociale delle persone con disabilità anche grazie alla tecnologia. In quest’ottica abbiamo deciso di organizzare l’evento, con l’intento di far parlare del valore aggiunto che può portare l’inclusione della diversità all’interno di qualsiasi ambiente lavorativo”.

Il valore

Sono diversi gli studi e le analisi sul valore per l’impresa del Diversity Management. Di recente Aidp (associazione dei direttori del personale) ha pubblicato un paper in materia. Il Corriere della Sera ha dedicato un approfondimento al valore creato dall’inserimento dei lavoratori disabili. La sensibilità al tema è dimostrata anche dalla nascita di Inclusive Mindset, una piattaforma creata da un team di persone che operano da più di vent’anni per favorire la diffusione di cultura e di buone pratiche di diversity&inclusion nel mondo del lavoro.

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