Gli ingredienti della leadership nelle aziende Top Employers

Uno studio del Top Employers Institute rileva che tutte le aziende certificate Top Employers hanno alcune caratteristiche comuni in materia di cultura organizzativa e gestione della leadership

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Collaborazione, valorizzazione delle competenze, responsabilizzazione: sono alcune delle caratteristiche in materia di cultura organizzativa e gestione della leadership che le aziende certificate Top Employers hanno in comune.

È quanto emerge da un recente studio realizzato dal Top Employers Institute (ente di certificazione internazionale che analizza e certifica le eccellenze delle condizioni di lavoro messe in atto dalle imprese) e che mostra come le aziende di maggior successo investono nello sviluppo personale e professionale dei propri dipendenti e sono in grado di adattare il ruolo dei leader a seconda delle diverse situazioni.

Sulla base della HR Best Practices Survey, l’istituto ha valutato le informazioni di 600 aziende certificate Top Employers con più di 3.000 dipendenti a livello locale o più di 5.000 dipendenti in tutto il mondo in 102 Paesi.

 

Leadership: 6 trends per i manager di domani


L’indagine ha permesso di evidenziare 6 tendenze che definiscono lo stile di leadership della prossima generazione di manager.
Ecco quali sono:

1) La monocrazia è finita
Uno dei cambiamenti più importanti è che sempre di più la leadership è pensata e realizzata come un compito collaborativo. Molte delle aziende top employers si sentono in dovere di creare un clima in cui è incoraggiata la collaborazione a tutti i livelli e ciò significa anche includere i dipendenti nelle decisioni. Questo tipo di leadership è motivante e sprigiona negli impiegati potenziali interessanti.

 

2) L’influenza è più importante dello status
Le gerarchie piatte e il lavoro interdisciplinare nei project team rappresentano una sfida per quanto riguarda la leadership tra i dipendenti. Chi ha l’ultima parola se diversi dipartimenti lavorano improvvisamente insieme? E come dovrebbero essere coinvolti gli specialisti, che nominalmente non hanno un ruolo di leadership, ma che sono indispensabili per il successo del progetto? La risposta è che coloro che hanno un’influenza personale nella rete aziendale a seguito delle loro capacità ed esperienze, dovrebbero essere – anche indipendentemente dall’organigramma e dallo status – inclusi nella leadership e quindi nei livelli decisionali.

 

3) Ognuno è responsabile della propria carriera
Le aziende di successo sono quelle in cui le intuizioni e i progressi professionali dei singoli sono accettati e incoraggiati. I buoni datori di lavoro, per esempio, incoraggiano gli aspiranti manager che lasciano i percorsi di carriera conosciuti e sicuri per acquisire esperienza in progetti alternativi e gli lasciano lo spazio necessario per lo sviluppo.

 

4) L’accesso alle posizioni di leadership è più trasparente
Nelle aziende più performanti il reclutamento interno dei futuri leader avviene aprendo programmi di tirocinio per tutti i dipendenti. In questo modo possono essere scoperti i talenti alla leadership che altrimenti rimarrebbero nascosti. Un requisito fondamentale per fare questo è che ci sia una buona informazione interna in modo che ogni dipendente che abbia intenzione di iniziare una carriera manageriale possa avere facile accesso a tutte le informazioni necessarie.

 

5) Le qualità di leadership dovrebbero essere misurabili
Una buona leadership dovrebbe equivalere a una migliore performance dei dipendenti e quindi a un maggiore successo economico per l’azienda. Finora, i soft skills dei leader sono stati giudicati principalmente da criteri soggettivi, ad esempio con indagini sui dipendenti. Molte delle aziende risultate migliori nell’HR Best Practice Survey accanto a questi fattori di valutazione soggettivi esaminano i dati economici: i numeri delle  vendite, i tassi di produttività, la soddisfazione del cliente, la soddisfazione dei dipendenti.

 

6) Lo sviluppo dei leader diventa digitale e virtuale
Coaching online, riunioni virtuali, social learning: sono pratiche che ormai fanno parte della routine quotidiana delle aziende con le migliori performance e che invece sono ancora sconosciute per la media delle imprese. Non c’è nessun’altra area in cui la discrepanza tra le aziende top e le altre sia così evidente. Il rischio di non riuscire a  stare al passo con il gruppo di testa è alto e richiede uno sforzo per recuperare il gap.

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