Il modello Enel per la formazione on the job fa scuola in Europa

Il modello creato dall’Enel, che tiene insieme alternanza scuola-lavoro e apprendistato professionalizzante, riscuote successi. La European Alliance for Apprenticeships ha premiato Enel “come migliore esperienza europea di apprendistato di qualità”. Dopo l’Italia, il progetto è stato attivato anche in Romania. In futuro collaborazioni più strette con Università e Erasmus Plus

formazione enel

Enel ha sviluppato uno dei più innovativi progetti di formazione on the job in Europa, per formare elettricisti 4.0, in grado di analizzare i dati in ottica predittiva. Si tratta di un progetto che sta facendo scuola in Europa e che sarà ulteriormente qualificato nei prossimi anni. Hr Link ne ha parlato con Lea Tarchioni, People and Organization Country Italy, e Carlo Albini, People and Organization Country Romania.

Intanto i numeri: in Italia, nel primo ciclo del 2014, sono stati coinvolti 145 ragazzi (classi 4° e 5° di istituti tecnici); 136 sono stati ritenuti idonei a ottenere un lavoro in Enel: 5 di loro hanno scelto di proseguire con l’Università, 131 lavorano in Enel come elettricisti con un contratto a tempo indeterminato.

Con il secondo e terzo ciclo, 2016/2017/2018, i ragazzi coinvolti in totale sono più di 300, da venti istituti tecnici italiani. È stata avviata una collaborazione con il Politecnico di Torino, per formare non solo i ragazzi ma anche gli insegnanti di alcune scuole coinvolte, soprattutto nel campo dei big data e della digital transformation, e presto sarà attivato un nuovo progetto che prevede l’adesione a Erasmus Plus, per dare un’opportunità ulteriori a dieci ragazzi che partecipano al programma di formazione.

«Siamo soddisfatti sotto tutti i punti di vista, così come lo sono gli insegnanti coinvolti e le famiglie – spiega Lea Tarchioni, responsabile risorse umane e organizzazione di Enel per l’Italia – Oltre a una opportunità lavorativa, gli studenti che hanno partecipato al progetto hanno avuto voti superiori alla media e nelle classi coinvolte c’è stato un miglioramento complessivo: i ragazzi hanno mostrato capacità di saper lavorare in gruppo e supportare i compagni di classe con maggiori difficoltà. Questo grazie anche a quelle soft skill, sempre più richieste dal mercato del lavoro, acquisite durante il percorso formativo».

Il percorso ideato dal colosso dell’energia comincia al quarto anno di scuola superiore, con il coinvolgimento dei ragazzi in un apprendistato duale durante il periodo scolastico e full time durante l’estate (con pagamento dello stipendio proporzionale alle ore svolte in azienda). In questa fase Enel mette a disposizione della formazione le proprie strutture e le proprie tecnologie avanzate. Dopo la maturità, iniziano i tredici mesi di apprendistato professionalizzante che porteranno all’assunzione definitiva a tempo indeterminato.

«L’elemento più interessante del progetto è che siamo in grado di avere giovani pronti al 100% a entrare nel percorso lavorativo. Non solo: le professioni del futuro, anche nel nostro settore, saranno quelle collegate allo sviluppo di reti intelligenti e alle attività data driven – aggiunge Lea Tarchioni – Ci sarà sempre meno bisogno dell’operaio che va a riparare il guasto, perchè queste operazioni saranno gestite da remoto o addirittura evitate grazie all’utilizzo di software predittivi. In quest’ottica la collaborazione con il Politecnico di Torino guarda al futuro».

Il modello Enel è stato indicato come best practice europea per l’apprendistato dalla European Alliance for Apprenticeships. E che si tratti di un modello da esportazione, lo dimostra l’esperienza che Enel sta conducendo in Romania.

«Abbiamo cominciato a settembre di quest’anno, con una classe di un liceo tecnico di Bucarest, situato in una zona critica, dal punto di vista del tessuto sociale. È stata una scelta voluta, fatta da un investitore straniero che vuole avere un impatto positivo nella realtà in cui opera», spiega Carlo Albini, responsabile risorse umane e organizzazione di Enel in Romania.

In Romania, Enel ha circa 2.200 addetti nella gestione della rete: meno del 2% di loro è under 30, nei prossimi 4 anni ci sarà il pensionamento di almeno 200 persone. «Partendo da questi numeri e considerando che il sistema della formazione rumeno è molto più orientato alla formazione generalista – aggiunge Albini – ci siamo resi conto, insieme ad altre componenti del “sistema energetico”, che non ci sarebbe il numero di elettricisti necessario a garantire il turn over. Da qui è nato il progetto, elaborato assieme alle istituzioni locali». L’effetto trascinamento è stato immediato, altri enti locali hanno mostrato interesse. Prossimo obiettivo di Enel è coinvolgere altre due classi di istituti situati nelle regioni di Banat e Dobrogea. «Ci siamo dati l’obiettivo di portare tre classi a regime – conclude Albini – Il percorso di formazione, mille ore, inizia dal terzo anno di scuola superiore, con un impegno progressivo di ore di formazione in azienda. Vogliamo formare elettricisti, con lo scopo di assumerli in azienda, che abbiano il mindset adatto ad accogliere tutta l’evoluzione tecnologica e di processo che porteremo dall’Italia alla Romania».

Sia in Italia che in Romania, il progetto di formazione on the job di Enel ha suscitato interesse: stanno nascendo collaborazioni (dal ministero dell’Energia rumeno a Confindustria, dalle imprese del settore alle organizzazioni internazionali per la promozione dell’apprendistato) per farlo crescere ancora o replicarlo, aumentando il numero di scuole e di ragazzi coinvolti.

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