Il rispetto è il fattore vincente per la buona gestione del personale

La capacità di rispettare è la principale caratteristica che i dipendenti chiedono ai manager, che devono essere in grado di creare luoghi di lavoro “rispettosi”. In questi ambienti ci sono maggiori motivazioni individuali, partecipazione, gioco di squadra e produttività

rispetto come fattire di successo per una buona gestione del personale

I tuoi dipendenti si sentono rispettati?

È la domanda dalla quale parte l’analisi sulla gestione del personale pubblicata dalla Harvard Business Review, in cui vengono messe a confronto ricerche, studi e best practice sul tema. Il punto di partenza è una survey condotta dalla Georgetown University, che ha coinvolto circa 20.000 dipendenti in tutto il mondo.

Dalle risposte è emerso che il rispetto verso i propri collaboratori è la principale caratteristica che deve avere un leader.

Un messaggio probabilmente ancora poco compreso dagli stessi manager, visto che gli stessi dipendenti segnalano una crescita di comportamenti “incivili” e “irrispettosi”. Non è una questione di cattiveria personale. Secondo l’autrice dell’analisi, il problema principale è che “i leader hanno una conoscenza parziale di ciò che significa rispetto sul lavoro, quindi tutti gli sforzi per creare un ambiente rispettoso, fatti con le migliori intenzioni, potrebbero non essere all’altezza della situazione”.

Ma di quale rispetto parliamo?

L’analisi distingue il rispetto dovuto (a tutti, per soddisfare l’esigenza di sentirsi parte del gruppo) e il rispetto guadagnato (una forma di riconoscimento a chi è andato oltre le aspettative). La sfida per un leader sta nel creare un ambiente in cui c’è un bilanciamento tra i due tipi di rispetto, per creare gioco di squadra e valorizzare i talenti individuali. Ambienti di lavoro con poco rispetto o con una sproporzione tra dovuto e guadagnato rischiano di essere eccessivamente tayloristici, burocratizzati, spietatamente competitivi e, tra l’altro, con poco senso di appartenenza.

Prima di passare ai vantaggi di un ambiente di lavoro rispettoso, alcuni dati della ricerca mostrano gli effetti sul personale impiegato in ambienti di lavoro “poco” rispettosi: l’80% dei dipendenti trattati in modo poco civile spende un tempo di lavoro significativo a rimuginare sui fatti e il 48% riduce deliberatamente i propri sforzi. Inoltre, il trattamento irrispettoso si diffonde spesso tra i colleghi e viene percepito dai clienti. Al contrario: in un luogo di lavoro rispettoso, i  dipendenti sono più soddisfatti e leali alle loro aziende, più resilienti, cooperano di più e hanno maggiori probabilità di seguire le indicazioni dei loro leader.

L’analisi pubblicata sulla Harvard Business Review cita il caso della Televerde, una società di marketing B2B, che occupa prevalentemente detenuti. La cultura del rispetto li ha trasformati da “carcerati a professionisti”. Secondo Kristie Rogers, autrice del saggio, per creare un ambiente di lavoro rispettoso non è necessario stravolgere la propria organizzazione o il proprio HR management, ma lavorare principalmente sul modo in cui il rispetto può essere trasmesso. Ai manager non spetta solo il compito di scegliere e coordinare le persone più adatte al compito da svolgere, lo sforzo in più deve essere quello di “costruire un luogo di lavoro che permetta ai dipendenti di diventare la migliore versione possibile di se stessi”.

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