Le imprese puntano sulla sostenibilità… e sulle persone

Una survey di ODM sullo stato dell’arte delle imprese italiane, che ha coinvolto 200 tra imprenditori, amministratori delegati e responsabili HR. Solo il 6,5% del campione non ha attivato progetti sulla sostenibilità. Il People management sostenibile inizia da modelli trasparenti, meritocratici e flessibili, orientati all’autonomia.

La sostenibilità non è una moda, ma un fattore di profondo cambiamento nel modo di essere di imprese e persone, capace di orientare le scelte dei consumatori. Stiamo infatti assistendo a un cambio di paradigma da modelli di impresa estrattivi verso modelli basati sulla continua rigenerazione delle risorse e del valore d’impresa.

Se decliniamo il concetto di sostenibilità sulle persone, a che punto sono le aziende italiane? Un quesito cui ha cercato di dare una risposta ODM, società di consulenza HR di Gi Group, che ha realizzato una survey presentata durante l’evento “Sostenibilità e persone: cosa stanno facendo le aziende italiane”. Nel corso dell’iniziativa sono intervenute Eolo e Schneider Electric Italia, portando la propria esperienza e una testimonianza di come il tema della sostenibilità sia percepito all’interno delle organizzazioni.

I dati

La survey ha coinvolto 200 aziende, per le quali hanno partecipato 117 responsabili della funzione HR e 83 imprenditori e amministratori delegati,  ai quali è stato innanzitutto chiesto quanto è attiva la propria azienda sulla sostenibilità.

Il 64,5% del campione si è dichiarato interessato al tema o in una fase iniziale di attivazione di politiche o progetti di sostenibilità, mentre il 29% delle imprese è già attivo o ha conseguito una delle due certificazioni più diffuse: ISO 14-001 e B-Corp. Di queste, il 41,4% ha sede nel Nord Ovest del Paese e il 58,6% è una multinazionale. Tutte hanno al proprio interno persone che si occupano della sostenibilità: il 27% ha istituito un ruolo ad hoc, il 32% lo fa ricadere nei compiti della CSR, il 39,7% sui ruoli di governance. Solo il 6,5% del campione, in gran parte pmi, si è dichiarato inattivo o non interessato alla tematica.

L’ambito aziendale maggiormente collegato alla sostenibilità è quello dell’efficacia e dell’efficienza organizzativa (per il 65% degli intervistati), seguita da attenzione ad ambiente e sviluppo dell’economia circolare (55%), equità e gestione della diversità (46%) ed empowerment e sviluppo delle persone (34%).

Gli aspetti legati all’empowerment dei dipendenti sono ritenuti importanti da tutte le imprese, che tra le aree di intervento per rendere il people management più sostenibile indicano  l’aumento di trasparenza e meritocrazia (41%), l’applicazione di modelli organizzativi flessibili e orientati ad autonomia e responsabilità (38%) e di percorsi di miglioramento continuo (37,5%), l’allineamento dei comportamenti individuali ai valori aziendali (33%), lo spostamento del focus di attenzione sulle persone invece che sui ruoli (33%), così come il ripensamento delle leve di ricompensa, dal compensation mix fino al sistema di welfare e wellbeing (29%).

“Per la stragrande maggioranza del campione la sostenibilità non è affatto una moda – ha spiegato Stefano Porta, Amministratore delegato di ODM Consulting né un fattore limitato al solo impatto ambientale. È  un concetto olistico, un modo di intendere l’organizzazione in tutti i suoi aspetti, che conduce alla generazione di valore nel tempo sia per l’impresa che per le persone. Ecco perché, come società specializzata nella consulenza HR, abbiamo ritenuto fondamentale approfondire quale sia lo stato dell’arte in tema di sostenibilità, indagando le azioni e le best practice che in concreto le aziende italiane già mettono in atto”.

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