OD&M lancia lo Smart Assessment Center

Una innovazione che nasce sulla spinta dell’emergenza coronavirus, per dare ascolto e feedback a chi lavora a distanza e per lavorare su aree particolarmente interessate dalla condizione nuova. Intervista a Fabio Musumeci, senior consultant di OD&M: non è una semplice trasposizione in un ambiente virtuale, ma un nuovo modello valido per il futuro.

musumeci

L’emergenza coronavirus si è inserita in una realtà già in costante e in rapida evoluzione. Un detonatore che ha portato ad un improvviso e significativo cambiamento nel modo di lavorare e di rapportarci e che trasformerà in profondità  persone e organizzazioni. “La situazione di continua ridefinizione del presente ci fa sentire il bisogno di ricevere feedback e supporto concreto, così da riuscire a progettare il nostro sviluppo personale – dichiara Fabio Musumeci, senior consultant e responsabile dell’area People development di OD&M Consulting – Un punto di partenza è dare alle persone feedback di qualità, basati su metodologie riconosciute, che favoriscano l’acquisizione di una maggior consapevolezza e l’assunzione di un ruolo da protagonisti nel definire il proprio piano di azione e sviluppo. In questa fase, in cui molte persone lavorano da casa, è ancora più importante garantire ascolto e dare feedback”.

OD&M è una società di Gi Group specializzata nella consulenza HR, che supporta le organizzazioni nel gestire, valorizzare e ingaggiare  le proprie persone attraverso  progettazione di sistemi retributivi, organizzativi e di sviluppo. La gestione delle risorse umane è uno di quegli ambiti di frontiera, non solo per l’emergenza contingente ma anche nel momento del ritorno a una normalità che non sarà quella di prima. Ed è in questa direzione che OD&M ha avviato una riflessione e “lanciato” lo Smart Assessment Center.

Di cosa si tratta?

La nostra proposta prende il via da un’attività di approfondimento continuo sulle competenze delle persone, con lo scopo di ridefinire gli obiettivi e le finalità dei percorsi di Assessment Center. Non è un semplice  “traslocare” la metodologia in un ambiente virtuale. Lo Smart Assessment Center vuole focalizzare  le competenze che la realtà, ora e in futuro, ci chiede e chiederà. L’emergenza coronavirus è stata una spinta, ma il modello è valido anche per il dopo.

Su cosa vi basate?

Le dimensioni legate all’area manageriale, sono, in questo momento, particolarmente correlate all’intelligenza emotiva e ai tratti di personalità legati alla sfera emotiva stessa, oltre a tutti gli aspetti relazionali che nelle modalità di lavoro in remoto richiedono chiavi di lettura e strumenti adeguati. Ad esempio: i manager si trovano a lavorare “a distanza” con le persone e a dover rimodulare il proprio stile comunicativo: ma qual è lo stile comunicativo più adatto? Conoscere il proprio stile e quello altrui aiuta non solo a coinvolgere le persone, ma anche a prevenire lo stress da lavoro per coloro che, ad esempio, potrebbero faticare a gestire il balance vita-lavoro, o che potrebbero essere meno predisposti a lavorare con manager o colleghi che hanno stili molto diversi. Quando si è identificato lo stile di una persona, è più facile esplorare come il suo manager possa modulare il proprio stile di comunicazione per avere il miglior impatto, anche da remoto.

Su quali metodologie basate questo modello di assessment?

Lavoriamo sul modello cosiddetto DISC e anche in questa attività ci sono da supporto spunti, riflessioni  e strumenti (in particolare il questionario PPA, Personal Professional Analysis)  di Thomas International, con cui abbiamo avviato una collaborazione proprio su questi temi. Si tratta di una soluzione smart, perchè l’assessment è online e attinge a una vasta e ampia libreria web based, e a tool scientificamente validati.

Nel concreto, cosa proponete alle imprese nell’ambito dello Smart Assessment Center?

Abbiamo una proposta che prevede l’utilizzo di due assessor che lavorano per la massima oggettività e qualità del feedback, ma il nostro approccio è orientato all’ascolto e al confronto per cogliere le esigenze delle persone e delle organizzazioni. Su queste basi sviluppiamo progetti ad hoc, che assumono ancora maggiore valore in una fase in cui siamo distanti ma abbiamo bisogno di essere connessi con gli altri. La consapevolezza di essere tutti dalla stessa parte è la sfida per un futuro migliore e sostenibile.

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