Premi di produttività e partecipazione: c’è quasi solo il Nord

I dati del report del Ministero del Lavoro sull’andamento dei premi di produttività e accordi di partecipazione: oltre 50 mila accordi depositati, per il 79% realizzati al Nord. Quelli attivi sono oltre 11 mila, per 2,5 milioni di lavoratori interessati. Il premio medio annuo è di 1.200 euro ed ha una tassazione agevolata. Ma la partecipazione è una leva di competitività.

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La normativa che incentiva, dal punto di vista fiscale e contributivo,  i premi di produttività e piani di partecipazione dei dipendenti al miglioramento delle performance d’impresa (e anche altre attività tra cui la conciliazione vita-lavoro), introdotta nel 2016,  non ha fatto decollare l’uso di questi strumenti nel corso degli ultimi anni. Può essere andata meglio con il welfare aziendale, anche questo agevolato, anche perché si partiva da zero o quasi,  mentre quella degli accordi aziendali e dei premi di produttività è una prassi diffusa in diversi territori da anni.

Il report

Secondo i dati del Report sull’andamento dei premi di produttività, ricavato dalla procedura per il deposito telematico dei contratti attivata dal Ministero del Lavoro,  le dichiarazioni di conformità compilate nel periodo sono state 54.677. Di queste 11.142 dichiarazioni si riferiscono a contratti  attivi, di cui 8.436 a contratti aziendali e 2.706 a contratti territoriali. Questi, in dettaglio, i diversi obiettivi dei contratti attivi: 8.644 si propongono di raggiungere miglioramenti di produttività, 6.559 di reddi­tività, 5.105 di qualità, mentre 1.297 prevedono un piano di partecipazione e 6.314 misure di welfare aziendale. I premi di produttività godono di una tassazione agevolata, al 10%, fino a 3.000 euro, aumentabili fino a 4.000 euro in caso di piani di partecipazione. Le stesse agevolazioni sono previste anche per gli accordi territoriali. Fiscalità azzerata in caso di conversione del premio, o parte di esso, in servizi di welfare.

Il territorio

La distribuzione territoriale degli accordi ricalca la struttura produttiva d’Italia. Maggioranza al Nord (79%), poco nel resto del Paese. La regione che contratta di più è l’Emilia-Romagna, seguita da Lombardia e Piemonte. Il 58% del totale delle dichiarazioni si riferisce al comparto dei Servizi, il 41% all’Industria e solo l’1% all’Agricoltura.

Il valore

Sono oltre 2,5 milioni i lavoratori beneficiari dei contratti attualmente attivi, di cui 2.226.836 riferiti a contratti aziendali e 307.912 a contratti territoriali. Il valore annuo medio del premio è di 1.245,22 euro, di cui 1.513,86 euro riferiti a contratti aziendali e 423,39 euro a contratti territoriali.

Non solo fisco

Per il 2020 è prevista una ulteriore estensione del perimetro della detassazione, anche se non ci sono cambiamenti sostanziali dell’impianto. La partecipazione, almeno per come l’ha intesa Assolombarda a seguito del Patto per la Fabbrica, non è un meccanismo da attivare per ottenere bonus fiscali ma un vero e proprio elemento di competitività delle imprese (qui il nostro approfondimento sui progetti di Assolombarda).

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