Riforma del lavoro e giovani: verso la formazione 4.0

Si è tenuto lunedì 10 aprile 2017, presso la sede del Sole 24 Ore, l’evento Tuttolavoro a cui hanno partecipato vari esperti ed esponenti del mondo del lavoro

riforma del lavoro

I due grandi temi di cui si è discusso sono stati quelli della riforma del lavoro e, nel pomeriggio delle pensioni e della previdenza complementare.

Tra gli intervenuti al dibattito della mattinata anche l’avvocato Gabriele Fava che ha affrontato diversi temi tra cui quello della formazione e l’orientamento scolastico.

Infatti, secondo l’avvocato in questi anni i velocissimi cambiamenti del mondo del lavoro sono non sono stati corrisposti da altrettanto veloci cambiamenti nel mondo dell’istruzione, che sembra poco capace di offrire ai giovani oltre ad una istruzione standard anche gli strumenti per avvicinarsi ad una realtà  le cui opportunità sono spesso sconosciute.

Molti dei lavori che i giovani potrebbero svolgere sono da questi stessi ignorati. Oltre a ciò anche l’atteggiamento e le aspettative dei giovani verso il lavoro son notevolmente mutate e di questo non da cenno di  accorgersene il mondo della politica, per cui le normative in tema di riforma del lavoro sembrano quasi andare in controtendenza rispetto a quelle che sono le attuali necessità.

I giovani “vogliono, continua l’avvocato Fava, crescere e competere nel mercato del lavoro sia domestico, sia locale e crescere, ovviamente anche economicamente.” non mirano a forme contrattuali standard. Perciò l’eliminazione dei voucher è stato un grande errore a cui si spera non venga opposta, come soluzione, l’introduzione dei mini jobs tedeschi. Questo, secondo l’avvocato sarebbe andare “al ribasso sulle potenzialità dei giovani”.

Nell’articolo che è comparso sul Sol 24Ore di lunedì, che trovate al link http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-04-10/formazione-primo-investimento-074046.shtml?uuid=AEq0Tqz,  Gabriele Fava approfondisce ulteriormente questo tema facendo riferimento alla necessità non solo di digitalizzare e tecnologizzare le imprese, ma anche e soprattuto di fornire, in particolare o alle PMI gli strumenti per adeguare la formazione dei propri lavoratori, e sul lato scuola creare un “sistema scuola-impresa” che permetta di formare i giovani onde aumentare le possibilità di placement è il passo che bisogna fare per ricreare coerenza tra il mondo della scuola e quello del lavoro che in questi anni si sono mossi con velocità diverse.

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