Tendenze HR 2024, quali le priorità e le aspettative? E quali i temi a cui non si può rinunciare?

Il 2024 si preannuncia ricco di spunti di riflessione per il settore HR. Nuovi temi trovano forza dal contesto socioeconomico, diventando imprescindibili. Non mancano le occasioni per rivedere e ottimizzare argomenti già discussi a cuore di dipendenti e manager. Come sarà il 2024 per il settore HR?

HR Trends 2024

Se c’è una evoluzione in atto è quella, attuale e realistica, che riguarda il mondo del lavoro. La sua evoluzione costante ha trovato di recente, di pari passo con i nuovi scenari post pandemia, una nuova linfa e si è arricchita di tematiche non solo nuove, ma diretta conseguenza del contesto socioeconomico che ci vede protagonisti.  

I molti cambiamenti a cui abbiamo assistito, nuovi modelli e paradigmi del tutto mai sperimentati prima hanno contribuito a scardinare tematiche, dibattiti e argomenti di discussione proprio sul tema lavoro ma ancor di più sul tema gestione del personale. Abbiamo preso in esame le ricerche di alcune società a stretto contatto con il mondo HR e abbiamo analizzato interviste, pareri e dichiarazioni di esperti del settore.  

Dando uno sguardo a temi di respiro internazionale è anche, tra gli altri, il World Economic Forum a tracciare la strada per le nuove tendenze in termini di lavoro, attraverso il report 2023 

Stando a quanto si legge nel report “la transizione verde e la localizzazione delle catene di approvvigionamento porteranno a una crescita netta dei posti di lavoro e anche l’adozione della tecnologia e l’aumento dell’accesso digitale creeranno una crescita netta dell’occupazione, ma con una maggiore compensazione delle perdite. Il rallentamento della crescita economica, le carenze di approvvigionamento e l’inflazione rappresentano i maggiori rischi per i posti di lavoro, mentre i posti di lavoro in più rapida crescita sono gli specialisti dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, gli specialisti della sostenibilità, gli analisti di business intelligence e gli specialisti della sicurezza informatica. Ci chiediamo quindi: quali sono le tendenze per il 2024? Cosa ci aspetta nel nuovo anno? 

ADP, società specializzata nella fornitura di software e soluzioni informatiche per la gestione delle risorse umane, ha da poco suggerito attraverso un’analisi dettagliata, alcune riflessioni sul tema, per segnare una traccia di quelle che saranno le prossime tendenze in materia di HR e di cosa possa essere utile da conoscere per i manager. Ne vediamo alcuni passaggi. 

Inclusione 

Secondo la ricerca di ADP e secondo Tiffany Davis, Chief inclusion and diversity officer, le organizzazioni dovranno rivedere molti programmi dedicati all’inclusione, all’equità, alla diversità: “Alcune organizzazioni che si sono concentrate sul sostegno allo sviluppo di determinati gruppi hanno ampliato i loro statuti per includerne altri e fornire offerte più complete che tengano conto dell’inclusione. L’educazione e la consapevolezza sono fondamentali quando le organizzazioni considerano la possibilità di rivedere ed evolvere la propria strategia verso una mentalità incentrata sull’inclusione”.  

Trasparenza 

Molte organizzazioni stanno diventando sempre più proattive in termini di burocrazia e di trasparenza retributiva. I lavoratori sembrano soddisfatti: il 53% afferma che la propria azienda ha migliorato tanti processi, rispetto a tre anni fa. 

Molte organizzazioni stanno lavorando per far sì che dipendenti e candidati siano adeguatamente rappresentati seguendo modelli altamente trasparenti e inequivocabili. 

A tale proposito Kiran Contractor, direttore dell’acquisizione dei talenti di ADP ha dichiarato “Se i leader non affrontano la loro strategia retributiva internamente per prepararsi alla trasparenza retributiva, non saranno in grado di comunicare ciò che pagano e perché”. 

IA generativa 

La crescita dell’IA generativa, l’etica e la conformità sono temi sempre più importanti per le organizzazioni. L’impiego di strumenti di intelligenza artificiale coinvolge sempre più ambiti, dalla gestione dei dati al marketing di prodotto. Secondo Jason Albert, Global Chief Privacy Officer di ADP: “Le organizzazioni dovrebbero affrontare gli aspetti etici e di conformità dei dati e dell’IA generativa. Come si tiene conto della privacy e della sicurezza dei dati, data l’interruzione dell’IA generativa? Quali diritti hanno i dipendenti sui loro dati utilizzati per addestrare i modelli di IA generativa? Come settore, continueremo a osservare gli sviluppi in materia di etica e conformità dell’IA, perché la sovrapposizione di queste due aree è importante per creare fiducia.” 

Per AIHR, società specializzata nella formazione per i professionisti HR, c’è invece un tema fondamentale da non sottovalutare ovvero l’adattamento ai cambiamenti climatici anche nel settore risorse umane. Stando al parere di Erik van Vulpen, uno dei fondatori di AIHR, sebbene il ruolo delle Risorse Umane nella sostenibilità sia materia recente, sta rapidamente diventando centrale in quanto le aziende si sforzano di adattarsi alle sfide del cambiamento climatico, assicurando che la loro forza lavoro sia capace di adattarsi e aggiornata ai cambiamenti dell’ambiente e del territorio. 

Sostenibilità e cambiamento climatico 

I professionisti delle risorse umane devono dunque spostare l’attenzione anche sul tema della sostenibilità, poiché le pratiche sostenibili sono sempre più urgenti per le organizzazioni. 

L’Unione Europea ha introdotto la direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale per migliorare la rendicontazione della sostenibilità per le aziende dell’UE e per tutte le aziende che operano nell’UE. Il Regno Unito ha introdotto i Sustainability Disclosure Standards per la rendicontazione dei rischi legati al clima, mentre la Security and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti sta elaborando norme per la divulgazione dei cambiamenti climatici. 

Molte aziende stanno iniziando a investire nell’adattamento al clima, ovvero nella pratica di adattarsi alla realtà del cambiamento climatico invece di lavorare per mitigarlo. 

Le tante iniziative saranno finalizzate al sostegno a programmi di formazione e sviluppo per dipendenti e fornitori attraverso cui sostenere programmi di gestione delle risorse e garantire nuove modalità di comportamento nel rispetto della sostenibilità e nelle possibilità di modificare le filiere produttive per andare incontro a materiali riciclabili. Alcuni esempi: 

Unilever ha lanciato programmi di gestione delle risorse idriche per la qualità dell’acqua e gestire i rischi di approvvigionamento intorno agli stabilimenti. 

Nestlé promuove la coltura intercalare per sostenere la fertilità del suolo e costruire linee di approvvigionamento resistenti ai cambiamenti climatici. 

Bayer investe nello sviluppo di varietà di sementi più resistenti a caldo, siccità, vento e inondazioni. 

Diventa sempre più cruciale il ruolo delle aziende nell’indirizzo dello sviluppo delle competenze necessarie per sostenere questi nuovi settori di business in evoluzione rapida ed interfunzionale. 

Sviluppo delle competenze 

Un altro dei temi che sembrano essere a cuore del mondo HR è certamente il tema delle competenze e di come svilupparle al meglio. Tema che tornerà centrale, stando al parere di HR manager di alcune aziende intervistati su giornali specializzati, ma anche sulla base delle ricerche e analisi a cura di società specializzate, anche per il 2024. 

La formazione e lo sviluppo anche in termini di upskilling e reskilling, per un aggiornamento delle competenze del personale, permetterà infatti alle aziende di mantenere un alto livello di produttività e di sfruttare le nuove tecnologie che quotidianamente fanno ingresso nel mondo del lavoro.  

Grazie alla formazione interna sarà possibile ridurre la spesa in ricerca e selezione, limitando la dipendenza da un mercato del lavoro molto competitivo. 

Per procedere alla definizione di piani efficaci di reskilling e upskilling serviranno tool in grado di mappare le competenze e identificare i gap da colmare e progettare piani formativi efficaci. 

Il piano formativo potrà comprendere anche servizi di coaching e mentoring e servirà anche ad aumentare l’attraction e la retention dei talenti. 

Paulo Pisano, Chief People Officer di Booking.com, intervistato da Jill Bart ha sottolineato come l’importanza dello sviluppo continuo delle competenze in un ambiente di lavoro dinamico, sia centrale. La tendenza a una gestione dei talenti basata sulle competenze aiuterà i datori di lavoro ad attingere a fonti di talento diverse. “Questo cambiamento consente alle aziende di abbinare meglio le persone con le mansioni giuste, ampliando i loro pool di talenti e aumentando il successo complessivo”, ha dichiarato. 

Lavoro ibrido e lavoro da remoto 

Non si può non parlare di lavoro da remoto e nuovi modelli organizzativi.  

Nonostante la marcia indietro di alcune aziende, la modalità ibrida sembra destinata a diventare la norma nell’organizzazione del lavoro. Sembra essere per altro una delle leve maggiormente attrattive per i lavoratori. Stando alle ricerche e alle analisi di Altamira, il compito dell’ufficio HR sarà quindi quello di regolamentare correttamente il lavoro agile, aumentare la trasparenza e la comunicazione interna e sviluppare una cultura basata sulla fiducia. I professionisti HR dovranno inoltre dotare i colleghi degli strumenti necessari per lavorare, collaborare e comunicare in maniera efficiente anche a distanza. Fondamentale, infine, predisporre un processo di onboarding dettagliato che faccia sentire subito a suo agio in azienda anche chi lavora a distanza. 

Digitalizzazione 

Non solo per sostenere e coadiuvare il lavoro ibrido ma il percorso di digitalizzazione degli uffici HR proseguirà per affidarsi alla tecnologia in cloud e garantire maggiore copertura dei processi. 

I software HR in cloud, utilizzabili da qualunque browser, sono infatti l’ideale per supportare il lavoro ibrido ma anche per una migliore gestione dei dipendenti. Nel 2024 si prevede anche maggiore attenzione per l’esperienza utente dei dipendenti e dei professionisti HR. In questo contesto un supporto concreto allo sviluppo dei processi e dei percorsi di digitalizzazione è offerto dall’AI che sta trovando sempre più spazio e molti settori di applicazione.  

Salari 

Pawel Adrjan, Director Emea & Apac Economic Research di Indeed in una recente intervista al Sole 24 ore ha dichiarato: “La crescita dei salari è un’altra tendenza da tenere d’occhio. Il nostro “wage tracker” ci dice che in Europa l’incremento delle buste paga è scesa dal picco del 5,2% della fine del 2022 al 3,8% dell’ottobre 2023, ma se si tiene conto dell’inflazione accumulata, i salari reali nella maggior parte dei Paesi non hanno ancora raggiunto i livelli toccati nel 2021. La continua ripresa degli stipendi sarà quindi importante per sostenere la spesa dei consumatori e l’economia generale in Europa.”  

La riflessione è aperta quindi e se pur partendo dal contesto socioeconomico europeo e quindi da una visione più generale, andrebbe poi contestualizzata al nostro paese dove il tema del salario unitamente e nello specifico al tema del salario minimo, resta un tema di stretta attualità. 

I temi quindi che faranno tendenza nel 2024 sono molto orientati alle necessità dei dipendenti ma anche alla ricerca di un equilibrio costante tra esigenze delle organizzazioni e necessità dei lavoratori. Esigenze che dovranno accompagnare proprio il contesto che contraddistingue il momento storico che viv

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