2° Rapporto Censis-Eudaimon: il welfare aziendale è la leva per migliorare lavoro e produttività

Presentato il 2° Rapporto Censis-Eudaimon: rispetto a vent’anni fa si lavora di più e si guadagna di meno, con prospettive non rosee per i giovani. L’80% dei lavoratori è soddisfatto dai servizi di welfare aziendale, migliorano il clima lavorativo e la produttività. I servizi che piacciono di più: tutela della salute, supporto alla famiglia e al potere d’acquisto

Censis Rapporto Welfare Aziendale

Houston, abbiamo un problema? Quello del lavoro. A leggere il 2° rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, c’è poco da stare allegri: meno posti di lavoro creati rispetto agli altri paesi, per i giovani c’è un futuro da camerieri o commessi, molte disuguaglianze retributive e più stress da lavoro. Una luce? È il welfare aziendale: migliora la qualità della vita in azienda.

 

I dati

Negli ultimi 10 anni (2007-2017) il numero di occupati in Italia è diminuito dello 0,3%, è invece aumentato in Germania (+8,2%), Regno Unito (+7,6%), Francia (+4,1%) e nella media dell’Unione europea (+2,5%). Nel Sud il tasso di occupazione è pari al 34,3% (2,9 punti percentuali in meno di differenza rispetto al 2007), al Centro è al 47,4% (lo 0,4% in meno), nel Nord-Ovest al 49,7% (l’1,1% in meno), nel Nord-Est al 51,1% (l’1,3% in meno). Non solo creiamo meno lavoro degli altri Paesi, ma ne distruggiamo di più proprio dove ce n’è di meno: il Mezzogiorno. Vent’anni fa i giovani di 15-34 anni rappresentavano il 39,6% degli occupati, nel 2017 sono scesi al 22,1%. Le persone con 55 anni e oltre erano il 10,8%, ora sono il 20,4%. I lavoratori «anziani» hanno un’alta presenza nella pubblica amministrazione (il 31,6% del totale). I millennial invece sono più presenti nel settore alberghi e ristoranti (39%) e nel commercio (27,7%).

 

Il reddito

Rispetto al 1998, nel 2016 il reddito individuale da lavoro dipendente degli operai è diminuito del 2,7% e quello degli impiegati si è ridotto del 2,6%, mentre quello dei dirigenti è aumentato del 9,4%. Ma non solo: Il 50,6% dei lavoratori afferma che negli ultimi anni si lavora di più, con orari più lunghi e con maggiore intensità e questo fa aumentare stress, tensioni in famiglia e riduce il tempo che si dedica a sé stessi.

 

Il welfare

La riduzione del benessere dei lavoratori trova una risposta nel welfare aziendale. Da una indagine su 7.000 lavoratori che beneficiano di welfare aziendale risulta che l’80% ha espresso una valutazione positiva. Tra i desideri dei lavoratori, al primo posto c’è la tutela della salute (42,5%), seguono i servizi di supporto per la famiglia (37,8%), le misure di integrazione del potere d’acquisto (34,5%), i servizi per il tempo libero, i servizi per gestire meglio il proprio tempo (26,5%) infine la consulenza e il supporto per lo smart working (23,3%).

 

La leva

«La ricerca condotta dal Censis con Eudaimon evidenzia, un po’ a sorpresa rispetto al pessimismo dilagante, che ci sono le condizioni migliori per fare del welfare aziendale la leva con cui coinvolgere i collaboratori, far convergere i loro interessi con quelli dell’impresa e creare una comunità al lavoro – ha dichiarato Alberto Perfumo, amministratore delegato di EudaimonSi può andare molto al di là dei risparmi fiscali e puntare dritti a più produttività e più benessere».

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