AIDP 2017: il Cardinal Bagnasco introduce i lavori del congresso

Il Cardinale Bagnasco ha introdotto i lavori del congresso AIDP 2017 con un intervento molto apprezzato sul tema della persona e della sua dignità, ispirandosi al concetto di Società Decente di Margalit

AIDP 2017

Il claim del Congresso infatti era “La persona come opportunità” e a questo si è agganciata la riflessione che il Cardinale ha voluto proporre ai partecipanti.

Il concetto di Società Decente mutuato dall’omonimo libro di Avishai Margalit, filosofo della politica israeliano che ha insegnato a Oxford, Harvard e Princeton, rimanda ad un’idea di società inclusiva, che riserva diritti e opportunità non solo ai cittadini classicamente intesi, ma anche a tutti coloro che ne stanno divantando parte a seguito degli esodi in atto e non solo. I cambiamenti odierni rischiano infatti di far perdere all’occidente il principio etico della centralità della persona, con conseguenze che già oggi sono evidenti.

Questa centralità si coltiva attraverso la qualità delle relazioni nella società come nelle organizzazioni: la categoria della partecipazione diventa primaria per una società che non voglia essere meramente assistenziale, ma che punti alla promozione dell’individuo e ne incoraggi l’essere parte.

In una realtà, anche aziendale, in cui si punta sempre più verso l’imprenditorialità individuale, creare un assetto strutturale ed educativo che vada nella direzione di includere, integrare e mixare le differenze, l’opportunità che queste ultime implicano richiede una grande sforzo culturale e comportamentale.

La società indecente, afferma il Cardinal Bagnasco è quella dove le persone sono monadi isolate, che quindi facilemente diventano delle pedine, degli strumenti, degli oggetti. Tutto ciò non può che portare progressivamente verso la passività, la frustrazione e il disinteresse.

La demotivazione  in contrasto con la partecipazione richiesta, che a sua volta non è “una medaglia gratis”, ma richiede un grande sforzo. Partecipare non è criticare o polemizzare, ma partendo dalla consapevolezza della propria individuale verità, prendere parte con il proprio impegno e questo non può prescindere da una coscienza collettiva che coltivi il valore etico della persona.

Trasponendo il concetto nei luoghi di lavoro il cardinal Bagnasco ha proposto un interrogativo: se l’appartenenza è possibile in forza di un tessuto relazionale forte, l’altro elemento che la  contraddistingue è la stabilità. Nel mondo del lavoro che è sempre più caratterizzato dal precarietà e flessibilità come si può coltivare l’appartenenza?

Così ha concluso il Cardinale affermando “Credo che il valore di una certa stabilità, che oggi va rivisitata ma non azzerata, sia un valore importante perchè la nostra società sia davvero decente.”

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