Amazon: trenta ore per la vita?

Il pericolo che la tecnologia sostituisca progressivamente il lavoro dell’uomo è ormai una realtà concreta e questi anni di crisi e di grandi cambiamenti strutturali e tecnologici ne sono la prova

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“Fortune” ha recentemente pubblicato uno articolo, che raccoglie e illustra i risultati di uno studio, in cui compaiono dati decisamente preoccupanti per la tenuta dell’occupazione negli U.S.A. Solo il 16% degli impieghi sono lavori con un buon livello retributivo e a bassissima esposizione di sostituzione tecnologica. Per tutti gli altri è necessario prevedere azioni che evitino la catastrofe occupazionale, senza frenare le innovazioni che permettono di progredire e di rimanere sul mercato. Tenendo anche conto che spesso coloro che hanno di posti di lavoro più sicuri, lavorano mediamente 47 ore la settimana negli U.S.A., contro la contrazione progressiva degli orari di chi fa lavori di più basso profilo, si fa urgente un cambio di prospettiva nella gestione degli orari e nella distribuzione del lavoro.
Quindi la decisione di Amazon di partire con un progetto pilota per la riduzione dell’orario di lavoro, sembra andare in tal senso, almeno per quel che è il parere di “Fortune”.
Infatti quella della famosa rivista americana sembra essere l’unica voce dissonante in un panorama di commenti, che hanno visto in questa mossa del colosso dell’ e-commerce un tentativo di recuperare la reputazione, che solo un anno fa era stata fortemente compromessa da un’inchiesta del New York Times.
Questo l’aveva descritto come un luogo di lavoro ad altissimo stress, che incoraggiava la delazione, ed espelleva con grande facilità chi non riusciva ad allinearsi.
Ammesso che ci possa essere un tentativo di questo genere è interessante entrare nel merito del progetto. Amazon ha dichiarato che è una sperimentazione per bilanciare la vita lavorativa e quella privata e permettere alla donne, che sono anche negli Stati Uniti maggiormente impegnate nell’accudimento famigliare rispetto agli uomini, di raggiungere gli stessi obiettivi di carriera con un orario più compatibile con le loro esigenze.
Alcune squadre lavoreranno al 30% dell’orario di 40 ore normalmente praticato, con una riduzione al 75% della retribuzione e il mantenimento degli stessi benefit riservati ai colleghi ad orario pieno.
La riduzione di orario riguarderà tutti i componenti del team, compresi i manager e prevederà la presenza obbligatoria dalle 10 alle 14, mentre il resto del monte ore sarà distribuito in maniera flessibile.
Per il momento non si prevede un estensione a tutto il personale, in attesa, ovviamente, de risultati.
L’iniziativa di Amazon quindi sembrerebbe inserirsi nella scia di riflessioni già in atto da tempo e che in Italia hanno trovato in Marco Craviolatti uno di coloro che ha teorizzato un possibile altro modo di distribuire, lavoro, risorse e tempo per se. “E la borsa e la vita” è il titolo del libro in cui, sulla scia di altri eminenti teorici, illustra un altro possibile modo di intendere il rapporto con il lavoro e la qualità della vita.
Attendiamo quindi di conoscere gli esiti di questa sperimentazione: la strada della conciliazione tra tutti gli elementi che oggi compongono la complessità del sistema uomo, macchina, mercato, si inizia a tracciare nella consapevolezza che nessuno di questi elementi potrà essere ignorato.

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