E’ giunta l’ora di instaurare relazioni sindacali 2.0

Per gentile concessione dell’avvocato Gabriele Fava pubblichiamo oggi l’articolo del Sole 24 Ore uscito il 29 giugno 2016

Lo scenario macro economico attuale continua ad evidenziare una serie di elementi di criticità che incidono in maniera determinante sul ruolo delle relazioni sindacali.
In particolare, costo del lavo, perdita di produttività del sistema industriale italiano e competitività globale, impongono l’avvio di un nuovo processo atto ad innovare il tradizionale modello di relazioni sindacali e a valorizzare il ruolo delle parti sociali nel processo di miglioramento delle condizioni per lavoratori e imprese.
I flebili segnali di ripresa economia non risultano essere da un lato sufficient a contrastare l’ormai crescente perdita di competitività del sistema produttivo italiano e, dall’altro, idonei a colmare il gap occupazionale con gli altri paesi europei. Al contempo, non possono essere ignorati i continui pronunciamenti Bce, Commissione Europea e Fmi, in merito alla necessità di accrescere la competitività del nostro paese e quindi intervenire attivamente per favorire il tasso di crescita e quindi l’occupazione.

Uno dei fattori peculiari che, indubbiamente ostacola il progressivo incremento dei livelli occupazionali è il costo del lavoro: analizzando i recenti dati Istat si evince che negli ultimi 15 anni il costo del lavoro in Italia è aumentato del 30% rispetto alla Germania. Sul punto, risulta indispensabile una riduzione del cuneo fiscale, ragionando in termini produttività al fine di consentire, come dice bene il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sul Sole 24 Ore del 7 giugno, l’avvio di un circolo virtuoso che non comporti un peggioramento delle condizioni socio-lavorative, al contrario, maggiore disponibilità economica delle imprese e, di conseguenza, l’aumento dei salari.

E’ dunque evidente che in tale contesto il modello tradizionale di relazioni sindacali che, nella seconda metà del secolo scorso, ha assolto un ruolo importante nel bilanciare gli interessi dei lavoratori rispetto alle necessità industriai delle imprese, risulta aver perso efficacia. Risulta anacronistico il concetto di “parte e controparte “, posto che l’apparato delle relazioni sindacali riguarda la capacità delle stesse di ricercare convergenze che generino un modello di relazioni sindacali innovativo idoneo a conferire il necessario impulso all’apparato industriale italiano e a consentire, attraverso l’imprescindibile ricerca della migliore efficienza e produttività, il raggiungimento dell’indispensabile competitività.

Le aree di intervento necessario per portare a compimento la genesi del modello di relazioni sindacali 2.0 sono molteplici: a partire dal concetto di flat-rate ovvero la necessità di rendere il costo del lavoro uniforme e concorrenziale in ambito europeo; alla necessità di vagliare interventi di semplificazione burocratica in modo tale da limitare e razionalizzare attività e adempienti amministrativi efferenti al rapporto di lavoro; alla valorizzazione del ruolo della meritocrazia come parametro fondamentale per la valorizzazione dei lavoratori; al tema della flessibilità dei rapporti di lavoro inteso come strumento di grado di modificare le dinamiche aziendali non solo in entrata e in uscita, ma anche durante il rapporto, in termini di migliore utilizzabilità della forza lavoro.

Dal punto di vista dei rapporti tra i vari livelli di contrattazione collettiva, è necessario perseguire un nuovo equilibrio tra contrattazione collettiva nazionale e contrattazione di secondo livello, superando il sistema che prevede l’assoluta centralità e d inderogabilità del primo senza che ciò comporti, come spesso si tende a credere, un peggioramento degli standard, ma puntando su interventi migliorativi connessi al binomio produttività meritocrazia. L’obietto da perseguire è quello di sviluppare maggiori sinergie tra i diversi livelli che consentano di creare una maggiore incisività al di là dei settori e delle dimensioni dell’impresa, garantendo rappresentanza effettiva e promuovendo una reale stabilità occupazionale.

Fermo restando il ruolo e l’importanza di un modello contrattuale articolato su due livelli, il ruolo della contrattazione di secondo livello deve essere rafforzato in quanto rappresenta il livello potenzialmente più efficace al rafforzamento ed al miglioramento delle condizioni di lavoro, alla crescita della competitività, della produttività e di tutti gli interventi fondamentali in termini di welfare contrattuale e work-life balance.

Per concludere, posto il complesso contesto socio economico in cui si trova iil paese, è necessario instaurare un sistema di relazioni sindacali partecipative e collaborative che siano all’avanguardia per l’applicazione e l’implementazione di interventi mirati ad incrementare la competitività relazionali sindacali del mercato del lavoro italiano.

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