Dati, responsabilità, fiducia: così cresce il business d’impresa

Una ricerca di Accenture presentata a Davos: le aziende che hanno sistemi di gestione responsabile di raccolta e gestione dei dati del proprio personale possono vedere crescere il proprio fatturato del 12,5%. La priorità è creare fiducia, che impatta direttamente sul business tramite agilità competitiva. Le tre regole per gestire bene i dati dei dipendenti

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Dati. Tutti ne parlano, ma cosa ce ne facciamo oltre l’utilizzo per il marketing o le analisi statistiche evolute e affidate a qualche algoritmo? Per l’Hr possono rappresentare davvero la miniera d’oro? Le premesse ci sono: le aziende che implementano strategie di gestione responsabile dei dati possono veder crescere il proprio fatturato fino al 12,5% in più rispetto a quelle che non lo fanno. Il dato è emerso dallo studioDecoding Organizational Dna, presentato da Accenture al World Economic Forum di Davos. La ricerca, basata su una analisi qualitativa e quantitativa a livello globale effettuata tra 1.400 quadri direttivi e 10.000 dipendenti in 13 settori industriali, evidenzia una dinamica poco studiata all’interno delle imprese ma che può rivelarsi strategica, indagando la correlazione tra le modalità di raccolta e trattamento dei dati e la fiducia dei dipendenti, risorsa intangibile con esiti diretti sulle performance economiche aziendali.


Fiducia

Al primo posto c’è la fiducia. Tutti raccolgono i dati, ma non molti si fidano di come vengono gestiti. Per instaurare un rapporto di fiducia necessario per una crescita sostenuta del fatturato, i leader di azienda dovranno implementare strategie di gestione responsabile dei dati sul personale. La gestione responsabile dei dati piace, ma il dipendente cederebbe volentieri i suoi insights in cambio di qualcosa. Il 92% dei dipendenti si è detto favorevole alla raccolta di dati riguardanti la propria persona e il proprio lavoro, a patto che questo porti a un miglioramento del proprio rendimento o benessere, o ad altri benefici. Oltre sei dipendenti su dieci sarebbero disposti a fornire i dati relativi al proprio lavoro in cambio di un sistema di remunerazione più personalizzato, mentre il 61 per cento lo farebbe in cambio di opportunità di apprendimento e sviluppo più mirate.

“In un’epoca in cui le nuove informazioni ricavate dai dati sul personale vengono impiegate dalle aziende come mezzo per promuovere una crescita di valore, una leadership responsabile è fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia con i dipendenti – ha dichiarato Marco Morchio, Accenture Strategy Lead ItaliaLa fiducia è la valuta più preziosa: conduce all’innovazione e alimenta la crescita liberando il potenziale del singolo”.


Il modello

Accenture, a garanzia che le preoccupazioni dei dipendenti trovino risposta, ha elaborato linee guida per l’uso responsabile dei dati sul personale:

1) dando ai propri dipendenti molto più controllo sui propri dati, le organizzazioni non solo conquisteranno la loro fiducia, ma beneficeranno anche di un ben più consistente flusso di informazioni sulla forza lavoro, che potranno poi utilizzare per migliorare le performance;

2) per generare benefici collettivi, i leader devono condividere la responsabilità con tutto il team direttivo e coinvolgere gli impiegati nell’ideazione di sistemi per la gestione dei dati sul personale;

3) le aziende devono usare l’intelligenza artificiale e altre tecnologie per dare agli impiegati maggiori opportunità di crescita e promuovere correttezza e inclusione.

“La fiducia è passata dall’essere una questione aziendale ‘soft’ a un’unità di misura quantificabile con impatto sul risultato finale e, in definitiva, sulla crescita tramite agilità competitiva. I leader di oggi devono mettere al centro delle loro strategie aziendali la fiducia dei dipendenti e dei consumatori, con un piano concreto e ben definito per conquistarla e mantenerla” ha concluso Marco Morchio.

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