Ecco Proudr, il social che vuole diventare la LinkedIn Lgbt

Una piattaforma in cui si incontrano domanda e offerta di lavoro e dove conta solo il talento e la competenza, non l’orientamento sessuale. I dati di una survey di Boston Consulting Group: Italia indietro nell’inclusione lavorativa delle persone Lgbt. Il 33% non si sente pronto a fare coming out e c’è timore di ripercussioni sulla carriera.

proudr

Dichiarare il proprio orientamento sessuale rappresenta spesso un problema sul lavoro e un freno alle opportunità di carriera. Per questo la comunità Lgbt, affiancata da tutte le persone che condannano le discriminazioni, ha manifestato diverse volte l’esigenza di poter avere luoghi in cui poter discutere e confrontarsi senza problemi. Anche in relazione al lavoro, anche rispondendo semplicemente ad annuncio. Da questo nasce Proudr, una piattaforma nata in Germania, che l’ambizioso obiettivo – annunciato dal fondatore Stuart Cameron – di diventare la LinkedIn Lgbt: sia chi pubblica annunci di lavoro, e ci sono imprese del calibro di Coca Cola o Netflix, sia gli utenti della piattaforma, non attribuiscono importanza all’orientamento sessuale ma solo al talento della persona in quanto tale. Sin dalla fase della candidatura.

Proudr è stata fondata da Uhlala Gmbh, una società di consulenza di gestione della diversity, organizzatrice della la Sticks & Stones di Berlino, una fiera del lavoro che dà importanza esclusivamente a ciò che davvero conta sul lavoro: passione, determinazione, competenze. Valori condivisi da tante grandi aziende che ogni anno partecipano all’evento.

La ricerca

Che l’esplicitazione dell’orientamento sessuale sia ancora un problema per tante persone della comunità Lgbt, lo dimostra  “Out at work”, la quarta edizione dell’indagine sulle percezioni e sulle aspirazioni della comunità Lgbt nel mondo del lavoro, che per la prima volta guarda all’Italia. La ricerca è stata pubblicata in occasione dell’ultimo Coming Out Day.  In termini di integrazione professionale dei talenti Lgbt emergono differenze da Paese a Paese. In testa alla classifica si trovano Regno Unito e Olanda, dove circa il 90% dei dipendenti Lgbt è a proprio agio nell’ambiente professionale. Spagna e Italia, invece, sono in fondo, e oltre il 30% del totale dei partecipanti al sondaggio non si sente a proprio agio a lavorare in questi paesi. Le grandi imprese hanno ancora del lavoro da fare: tra gli intervistati Lgbt il 58% vorrebbe lavorare in tali organizzazioni, 11 punti percentuali in meno rispetto alla percentuale dichiarata dai non-Lgbt. Anche le startup fanno fatica, rivelandosi interessanti solo per il 19% degli intervistati , rispetto al 26% di quelli non-Lgbt. I datori di lavoro del settore pubblico e non profit sono invece relativamente più attraenti: da 6 a 10 punti percentuali in più tra i candidati Lgbt rispetto a quelli non-Lgbt.

Italia

In Italia, l’ambiente di lavoro ha un livello di maturità – riguardo all’inclusione Lgbt – più basso rispetto agli altri paesi intervistati: il 33% degli intervistati non si sente a proprio agio al lavoro e non si sente pronto a fare coming out. Ben lontano dalle percentuali dell’Olanda (7%), dell’Inghilterra (11%), ma anche di quella cumulativa di Germania, Svizzera e Austria (16%) e della Francia (24%). Solo la Spagna registra una percentuale più alta, del 38%.

Inoltre, addirittura il 40% degli intervistati Lgbt ritiene che fare coming out potrebbe comportare un rischio a livello professionale, una percentuale più alta della media totale rilevata dall’indagine (35%).

Inclusion

Sono ormai moltissime le imprese che hanno proprie policy di gestione della diversity anche in tema di orientamento sessuale. La stessa Boston Consulting Group è una delle imprese più avanzate in materia, con al proprio interno una community Lgbt. In Italia opera anche Parks Liberi e Uguali, un’associazione che ha tra i suoi soci esclusivamente datori di lavoro, creata per aiutare le aziende socie a comprendere e realizzare le potenzialità di business legate allo sviluppo di strategie e buone pratiche rispettose della diversità. Secondo stime Parks, i lavoratori Lgbt in Italia sono circa 1 milione.

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