3 giovani italiani su 4 pronti a trasferirsi all’estero per lavoro

Gli under 30 sono i più disponibili a spostarsi per crescere e cercare opportunità. A livello globale è in calo la percentuale di chi è disposto a cambiare Paese per lavoro. I megatrend della forza lavoro e i consigli per le aziende nel Decoding Global Talent 2018 di BCG

giovani italiani: 1 su 4 pronto ad andare all'estero

Ci sono i giovani costretti a trasferirsi all’estero per avere una opportunità di lavoro, figura prevalente nella narrazione mainstream, e ci sono quelli che vanno a lavorare all’estero per crescere professionalmente, avere opportunità, confrontarsi con il mondo.

Il dato dei giovani italiani, con una percentuale del 75% di disponibilità a lavorare all’estero, è in controtendenza rispetto alla media globale: dal 64% del 2014  al 57% del 2018. Un calo che è dovuto sia a fattori geopolitici, come la Brexit o la stretta sull’immigrazione in Usa (le due nazioni in cui cercare lavoro preferite da chi deve spostarsi), sia al miglioramento delle condizioni di vita in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est, che spingono i giovani a restare in patria.

I dati sono contenuti nel Decoding Global Talent 2018 di Boston Consulting Group: una survey, attiva dal 2014, che ha coinvolto oltre 360 mila persone di 197 paesi. Numeri molto alti, capaci di individuare e rappresentare i megatrend globali sullo stato e le sfide future della “forza lavoro”.

Il caso Italia: considerando tutti i lavoratori, anche nel Bel Paese si registra un calo della propensione ad andare all’estero per lavoro, un dato completamente sovvertito se si considerano solo gli under 30: il 75% è pronto a fare le valigie per una esperienza di lavoro oltreconfine.
Tra le principali ragioni ci sono migliori opportunità di carriera, l’allargamento degli orizzonti personali, l’arricchimento del curriculum, la conoscenza di una cultura 
diversa e il miglioramento degli standard di vita.

Le 10 destinazioni più gettonate nelle scelte degli italiani per trasferirsi a lavorare in un Paese straniero sono:
Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Spagna, Francia, Australia, Canada, Paesi Bassi e Svezia.

A livello globale in testa come meta preferita ci sono gli Stati Uniti, la Germania scala posizioni e sale al secondo posto, il Regno Unito “crolla” dal 2° posto del 2014 al 5° posto del 2018. L’Italia è al nono posto globale, stabile rispetto a quattro anni fa.

Tra le città più ambite, Londra è risultata la più popolare: il 22% degli intervistati ha dichiarato che ha preso in considerazione la possibilità di trasferirsi nella capitale britannica qualora si presentasse una buona opportunità. Seguono New York (16%), Berlino (15%), Barcellona (15%), Amsterdam (14%) e Dubai (12%), salita di cinque posizioni in classifica rispetto al 2014. Roma è al 19° posto.

Le donne sono mediamente meno interessate degli uomini a trasferirsi, mentre i più disponibili a viaggiare sono i talenti con competenze digitali, in quanto ritengono di poterle mettere maggiormente a frutto oltreconfine.

Il rapporto contiene anche alcuni consigli per le aziende che, in tema di recruiting di talenti, vogliono stare al passo con i tempi. Le imprese devono essere flessibili, creative, adottare algoritmi per la selezione della forza lavoro, lavorare sui social e così via… ma soprattutto – ed è questo il consiglio numero uno – fare una rigorosa pianificazione strategica sulla propria forza lavoro, sulle competenze necessarie o su quelle in eccesso, valutando tutto alla luce dei grandi cambiamenti che l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale (strumenti di sempre maggiore utilizzo) porteranno nel mondo del lavoro.

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