Quando l’HR ha poco budget
Gestire le Risorse Umane è una sfida complessa, e diventa ancor più difficile quando il budget è ridotto. Creatività ed empatia possono salvare la situazione, anche quando non si hanno a disposizione grandi cifre

In un contesto economico sempre più incerto, la funzione HR si trova spesso a operare con risorse limitate, ma aspettative crescenti. Dalla gestione dei talenti alla costruzione della cultura aziendale, fino al supporto al business, il responsabile Risorse Umane è chiamato a fare di più con meno. Ma avere poco budget non significa necessariamente avere poco impatto. Al contrario, può diventare un’opportunità per innovare, semplificare, cercare nuove strade e concentrarsi su ciò che davvero genera valore.
Il costo del valore
“Se è vero che l’obiettivo principale in azienda è disporre delle competenze necessarie per raggiungere gli obiettivi di business, oggi, a causa della people scarcity e della difficoltà a trattenere i talenti, una delle sfide principali della sfera HR – che preferisco chiamare People & Culture, usando un job title sempre più diffuso –, è quello della creazione di valore” afferma Ilaria Agosta Chief People & Culture Officer di Castel e Vice Presidente Nazionale di AIDP (Associazione Italiana Direzione del Personale, ndr).
Le persone, infatti, oggi tendono a scegliere quelle organizzazioni dove hanno la percezione di creare valore per la realtà aziendale stessa e per sé, dove l’azienda consente loro di aggiornare le proprie competenze: “In azienda io cerco di far capire che tutti i ruoli e tutte le persone sono fondamentali – prosegue Agosta – perché chiunque crea valore: questo atteggiamento non costa nulla a livello di budget, ma sicuramente richiede grande impegno da parte delle Risorse Umane nonché un’attività intensa e costante”..
Creare le condizioni perché le persone si sentano motivate e riportare in azienda la cultura del valore è dunque un’azione preziosa e che non intacca il budget.
I fondi, questi sconosciuti
Il mondo dei finanziamenti per la formazione e per progetti di sviluppo è spesso un mondo poco conosciuto (anche) dagli HR che tuttavia permetterebbe di risparmiare parecchio.
“Mi rivolgo spesso ai miei consulenti di fiducia per riuscire ad accedere a fondi specifici: loro non solo hanno il know-how necessario e svolgono tutto il processo, rendicontazione inclusa, ma il loro costo non richiede nessun esborso da parte dell’azienda perché è già incluso nel fondo stesso” spiega ancora Agosta, che anticipa una nuova fonte di spesa.
“Si sta preparando una sfida impegnativa per noi direttori delle Risorse Umane, ovvero la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che dovrà essere recepita dagli stati membri – inclusa l’Italia – entro il 7 giugno e che quindi implicherà l’adozione nuove attività”.
Un consiglio
Abbiamo chiesto a Ilaria Agosta un ultimo consiglio da dare agli HR per riuscire a barcamenarsi pur con un budget non faraonico: “Un HR con poco budget può amplificare il proprio impatto costruendo alleanze. All’interno, collaborando con altre funzioni; all’esterno, partecipando a community professionali, o network di settore. Lo scambio di esperienze e buone pratiche è una risorsa preziosa, spesso sottovalutata”.



