Lavoro, il curriculum serve ancora ma oggi l’hr è sempre più tech

Sempre più laureati trovano lavoro inviando un cv alle imprese, rispetto a segnalazioni o raccomandazioni. Ma sta cambiando tutto il sistema di domanda e offerta e si innovano gli strumenti dell’hr management: conta la tecnologia e i talenti si trovano sui social, scovati da sistemi di data intelligence

curriculum vitae e lavoro

Il curriculum? Conta ancora per trovare un lavoro, più del passaparola, della segnalazione dei conoscenti o delle reti informali. Ma anche il cv si evolve, il tradizionale foglio di carta con il modello europeo lascia spazio a forme multimediali di presentazione. Poi c’è l’intelligenza artificiale che setaccia rete e social alla ricerca di persone con le giuste skill, poi ci sono startup che impacchettano tutto e offrono un servizio chiavi in mano di selezione  e video colloqui, agli hr manager delle imprese.

I numeri

Crescono, secondo l’Istat (cfr. l’ultimo rapporto annuale dell’Istituto Nazionale di Statistica), i laureati che trovano un posto senza l’aiuto di amici e parenti: il 32,8% degli occupati a 4 anni dalla laurea dichiara di aver avuto accesso al proprio impiego grazie all’invio del curriculum, mentre “solo” il 24,3% attraverso raccomandazioni o canali informali (pur con differenze sostanziali al Sud e per i giovani con tasso di istruzione più basso). Solo l’11% dopo uno stage, poco più del 7% ha trovato lavoro a seguito di un concorso pubblico e meno del 5% attraverso i Centri per l’Impiego.

Innovazione

Dunque il cv resiste, ma cambiano le modalità di ricerca del lavoro e tutto il sistema di domanda/offerta. Oggi passa sempre più dalla rete, come certifica il report di Manpower “Siri trovami un lavoro”, il cui titolo dice già tutto. Un cambiamento anche per le imprese, che devono andare a cercare i talenti più sui social che nei laboratori o nei data-base. La ricerca di Manpower Group Italia sulle preferenze dei candidati ha individuato un nuovo gruppo di lavoratori: gli utilizzatori precoci di tecnologia HR, coloro che per cercare lavoro utilizzano almeno 3 o più tecnologie, tra cui smartphone, social media, video-colloqui, app di ricerca vocale (Siri, Cortana, Alexa). Si tratta di candidati giovani appartenenti alle generazioni Z (29%) e Y (35%), vivono in città, studiano, sono equamente divisi tra maschi e femmine e hanno una forte propensione alla mobilità.

Le nuove generazioni sono sempre più digitali anche nella fase di ricerca del lavoro e le aziende non possono ignorare questo trend – ha commentato Riccardo Barberis, Amministratore Delegato di Manpower Group ItaliaPer affrontare la sfida della carenza di profili con le giuste competenze – il tasso di talent shortage a livello globale è al 45%, il dato più alto degli ultimi 12 anni – è necessario diversificare i canali di comunicazione in relazione ai candidati che si desidera attirare”.

Attrarre talenti

Per attirare gli utilizzatori precoci di tecnologia HR, che in Italia costituiscono il 12% della forza lavoro e l’11% a livello mondiale, bisogna investire sulle nuove tecnologie. In particolare gli annunci sui social sono cliccati dal 73% dei millennials ma l’uso dei social è un trend in crescita anche sul resto della media dei candidati (31%).

Startup

Ci sono startup del settore Hr che offrono pacchetti chiavi in mano alle imprese che cercano personale. Una di queste è nCore, startup di servizi di recruiting innovativo, una piattaforma per le imprese e sistemi di video interviste ai candidati gestiti con sistemi di data intelligence. nCore si presenta così: “nCore HR si occupa di aiutare i Recruiter ad automatizzare le operazioni non-core che tipicamente occupano il 60% del tempo dedicato nelle Risorse Umane”.

Riccardo Barberis
Amministratore Delegato di Manpower Group Italia

Le nuove generazioni sono sempre più digitali anche nella fase di ricerca del lavoro
e le aziende non possono ignorare questo trend

Attrarre talenti

Per attirare gli utilizzatori precoci di tecnologia HR, che in Italia costituiscono il 12% della forza lavoro e l’11% a livello mondiale, bisogna investire sulle nuove tecnologie. In particolare gli annunci sui social sono cliccati dal 73% dei millennials ma l’uso dei social è un trend in crescita anche sul resto della media dei candidati (31%).

Startup

Ci sono startup del settore Hr che offrono pacchetti chiavi in mano alle imprese che cercano personale. Una di queste è nCore, startup di servizi di recruiting innovativo, una piattaforma per le imprese e sistemi di video interviste ai candidati gestiti con sistemi di data intelligence. nCore si presenta così: “nCore HR si occupa di aiutare i Recruiter ad automatizzare le operazioni non-core che tipicamente occupano il 60% del tempo dedicato nelle Risorse Umane”.

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