Digital communication, nuovi manager per nuovi scenari

Difficile oggi per un’azienda fare a meno di un digital communication manager, troppe le componenti che hanno un impatto diretto sul business: dall’ecommerce alle digital pr, dalla gestione dei dati alla Crm. Alessandra Mattarino, principal Consultant di Horton International, spiega quali competenze e quali skill ha il manager giusto

digital communication manager

A confermarlo è ormai più di una ricerca: tra le figure professionali più richieste degli ultimi anni spiccano quelle legate alla comunicazione digitale, e i C-level non fanno eccezione. «Comunicazione digitale da una parte, Itc dall’altra, sono due divisioni di cui oggi difficilmente un’impresa può fare a meno» conferma Alessandra Mattarino, principal Consultant di Horton International, società tra le leader a livello globale nel servizio di executive search. In questo settore, anzi, l’Italia è ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei, nota l’esperta, specializzata nelle aree Sales & Marketing e Digital & Communication e forte di una pluriennale esperienza nell’head hunting in Francia.

Alessandra Mattarino
Principal Consultant di Horton International

Comunicazione digitale da una parte, Itc dall’altra, sono due divisioni di cui oggi difficilmente un’impresa può fare a meno

A confermarlo è ormai più di una ricerca: tra le figure professionali più richieste degli ultimi anni spiccano quelle legate alla comunicazione digitale, e i C-level non fanno eccezione. «Comunicazione digitale da una parte, Itc dall’altra, sono due divisioni di cui oggi difficilmente un’impresa può fare a meno» conferma Alessandra Mattarino, principal Consultant di Horton International, società tra le leader a livello globale nel servizio di executive search. In questo settore, anzi, l’Italia è ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei, nota l’esperta, specializzata nelle aree Sales & Marketing e Digital & Communication e forte di una pluriennale esperienza nell’head hunting in Francia.

«Siamo nel pieno della digital transformation. Lo scenario è in grandissima evoluzione, l’audience è cambiata, i consumatori di oggi sono tecnologici, attenti ed esigenti, e le aziende devono fare i conti con un nuovo modo di comunicare, dove da una parte c’è un soggetto che parla con molti, dall’altra ci sono i molti che parlano tra loro, commentano, giudicano, verificano le informazioni. Stare al passo con questa trasformazione, imparare a maneggiare abilmente gli strumenti ed elaborare nuove strategie che prevedano una comunicazione sempre più personalizzata e mirata è diventato vitale per le imprese».

Alla luce di questo scenario decisamente complesso cosa consiglia a un suo cliente quando questi le chiede di trovare una figura del genere?

«Il settore del digital è vastissimo, spazia dalla comunicazione al marketing, dalla web security al Crm. Prima di esprimere pareri e suggerire strategie è necessario parlare a lungo con il cliente, capire da dove parte e dove intende arrivare, quali sono gli obiettivi e le esigenze legate alla comunicazione digitale. E, aspetto non secondario, mettere a fuoco i valori guida dell’impresa».

In che senso?

«Oggi i valori sono parte integrante del business di un’azienda. Non conta più solo il prodotto o il servizio, ma i principi che questa ha sposato. Chi opera ad alti livelli è chiamato a incarnarli, e questo vale ancora di più se il manager in questione si occupa di comunicazione digitale, perché parliamo della figura che più di tutte comunica con l’esterno e rappresenta la “faccia” dell’azienda, nonché il suo cuore».

Sta dicendo che oggi la comunicazione non è più solo una questione di facciata, ma anche di contenuti?

«È proprio così. L’azienda oggi è ciò che comunica. Deve esserci coerenza assoluta tra ciò che fai e ciò che dici. Per questo il digital communication manager deve essere qualcuno che sposa la visione e sa farsi ascoltare anche dalle altre direzioni aziendali».

Tutto ciò ha a che fare anche con le “soft skill” che sono richieste a un digital manager?

«Senz’altro. Ci si aspetta che chi occupa questo ruolo, per esempio, abbia un approccio alla leadership collaborativa, per cominciare. I candidati vengono giudicati anche dalla loro disponibilità a sporcarsi le mani, di riuscire a guidare un team lasciando spazio all’autonomia e alla creatività, e facendo attenzione al benessere dei collaboratori. Non dimentichiamo che l’età media di chi lavora in questo ambito è generalmente più bassa, questi fattori contano molto per ottenere buoni risultati».

Team più giovani insomma, vale anche per i livelli C-executive?

«Molto dipende dal tipo di società e dal settore. Per molti versi una solida esperienza all’estero conta più dell’età nella scelta di una figura di questo tipo, ma in linea di massima nei settori più tradizionali e nelle aziende più strutturate la scelta non cade sempre sul manager trentenne».

Quali competenze tecniche sono richieste a un manager che si occupa di comunicazione digitale?

«Serve un bagaglio di competenze specifiche, che abbracci la conoscenza del web, il mondo dell’adv, il Seo, le digital pr, il Crm, abbinato alla capacità di lavorare su moli di dati e da qui focalizzare obiettivi e strategie. Come dicevo, però, conta però anche il fattore umano. La scelta del digital manager è una scelta molto ponderata. È importante che venga selezionata la persona giusta che ha fatto il percorso giusto. Quello della comunicazione è un terreno molto scivoloso, un errore può ricadere sulla reputazione dell’intera azienda».

Cosa fa oggi il digital manager?

«È come nel gioco del Risiko. Imposta la strategia dall’alto, e supervisiona il team interno e il lavoro dei fornitori, come l’agenzia di comunicazione esterna, e dalla sua posizione osserva le risposte che arrivano dal mercato per elaborare delle strategie».

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