Il lavoro agile “sfonda” e fa crescere la produttività

Una analisi condotta da Top Employers Institute: l’81% delle aziende esaminate lo considera una nuova forma di cultura aziendale che migliora la collaborazione e la valutazione. Secondo il Politecnico di Milano nelle imprese agili c’è un aumento della produttività. Ma la cultura smart richiede un cambiamento profondo di mentalità e di spazi fisici

Federica Marucci

Il lavoro agile non fa più paura. Non si teme più la mancanza di controllo sulla persona, il rischio di isolamento o il mancato coinvolgimento degli addetti, anzi è sempre più diffuso e nelle imprese che lo adottano si registra un incremento di produttività. Ma il lavoro smart non è solo una diversa modalità organizzativa: è un nuovo modo di pensare e vivere il lavoro, con più flessibilità e libertà e nuovi modi di relazionarsi. Son passati  due anni da quando lo smart working è regolamentato (legge 13 giugno 2017) ma si sta affermando con sempre maggiore diffusione e convinzione. E le cifre lo dimostrano.

 

La ricerca

L’ultima ricerca sullo smart working realizzata da Top Employers Institute (ente certificatore delle eccellenze in ambito HR, che nel 2019 ha analizzato e valutato oltre 1.500 aziende in 118 Paesi di tutto il mondo) conferma la crescita del lavoro agile: ben l’81% delle aziende esaminate lo considera una nuova forma di cultura aziendale, che favorisce la collaborazione tra dipendenti e una loro valutazione efficace e continua. Un cambiamento che si riflette anche nella progettazione e sistemazione degli uffici: l’81% delle aziende provvede a un restyling degli ambienti, sia fisici sia virtuali, per adattarli alle nuove esigenze dei lavoratori agili. E anche la comunicazione si adegua: il 70% delle imprese utilizza i social media e li considera strumenti-chiave per una comunicazione efficace e diretta.

 

Benefit

Secondo Top Employers Institute sono significativi i dati nel campo della Retribuzione e Benefit, dove le modalità smart si sono quintuplicate in 4 anni: oggi nel 57% delle aziende i dipendenti possono scegliere elementi specifici all’interno del loro piano di retribuzione e benefit, mentre nel 2015 la percentuale era del 12%.

 

Produttività

Il dato più eclatante è quello della produttività: secondo una ricerca presentata dalla School of Management del Politecnico di Milano, i 305.000 lavoratori agili in Italia del 2019 (il 60% in più rispetto al 2013) garantiscono un aumento della produttività del +15%.

 

Trasformazione

«I numeri non bastano a definire una vera e propria trasformazione del modo di lavorare, che richiede un cambio di mentalità e di approcciodichiara Federica Marucci, Research Project manager di Top Employers Institute Italia  – Da una parte, il lavoro agile offre adattabilità, flessibilità, agilità e libertà, dall’altra richiede l’aprirsi a nuove categorie concettuali che ribaltano certezze fino a ieri inamovibili. Ecco allora la necessità di saper passare dal concetto top-down di profitto a quello di obiettivo condiviso; dalla gerarchia al networking; dal controllo al coinvolgimento».

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