Il lavoro smart piace di più: una rivoluzione da non interrompere

Gli smart worker in Italia sono 480 mila. Il lavoro agile è diffuso prevalentemente nella grande impresa, ma si stanno muovendo le pmi e la Pubblica Amministrazione. I dati dell’Osservatorio Polimi: lavoratori più soddisfatti e maggiore produttività

il lavoro smart

Lo smart working continua a crescere, molto nelle grandi imprese ma si fa strada anche nelle pmi e nella Pubblica Amministrazione. Il lavoro agile è uno strumento win win: piace ai lavoratori e conviene alle imprese, che riducono i costi e vedono crescere la produttività. Le criticità rilevate sono minime, i vantaggi molti. Resta sullo sfondo il tema delle relazioni dell’impresa con il sindacato, perchè lo smart working – parola dell’ex ministro Maurizio Sacconi – mette in discussione l’elemento costitutivo del rapporto di lavoro subordinato, il vincolo spazio-temporale. Inoltre è un contratto individuale che riguarda il singolo e l’azienda.

Saranno questi alcuni dei temi che riguarderanno il lavoro nel futuro. Un futuro che sta già bussando alla nostra porta, ed è smart.  La fotografia sullo stato dello smart working in Italia, a un anno dall’entrata in vigore della legge sul lavoro agile, è contenuta nei risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno “Smart Working: una rivoluzione da non fermare”.

I numeri

Gli smart worker sono ormai 480 mila, in crescita del 20% in un anno, e si ritengono più soddisfatti dei lavoratori tradizionali sia per l’organizzazione del lavoro (39% contro il 18%) che nelle relazioni con colleghi e superiori (40% contro il 23%). Oltre una grande impresa su due (il 56% del campione) ha avviato progetti strutturati di Smart Working, adottando modelli di lavoro che introducono flessibilità di luogo e orario, promuovendo la responsabilizzazione sui risultati. Erano il 36% un anno fa.

Tra le PMI invece lo Smart Working è stabile rispetto al 2017: l’8% ha progetti strutturati e il 16% informali. Primi passi anche nella Pubblica Amministrazione: l’8% degli enti pubblici ha avviato progetti strutturati di Smart Working (5% un anno fa), l’1% lo ha fatto in modo informale, un altro 8% prevede iniziative il prossimo anno. Ma la maggioranza ancora non si è mossa: nel 36% delle Pubbliche Amministrazioni lo Smart Working è assente ma di probabile introduzione, mentre il 38% delle PA è incerta e il 7% non è interessata.

Chi sono

Gli smart worker italiani sono prevalentemente uomini (76%), appartenenti alla Generazione X (il 50% ha fra i 38 e i 58 anni di età) e residenti del Nord-Ovest del Paese (48%). Sono più contenti delle modalità con cui possono organizzare il proprio lavoro: il 39% è completamente soddisfatto, contro il 18% degli altri lavoratori. Sono più soddisfatti anche del rapporto con i colleghi e il proprio responsabile: il 40% è completamente soddisfatto contro il 23% degli altri lavoratori.

Benefici e criticità

I benefici del lavoro agile si misurano anche in termini di performance migliori. Dal punto di vista organizzativo, l’indagine rivela che lo Smart Working contribuisce ad aumentare la produttività di circa il 15% e a ridurre l’assenteismo di circa il 20%. Secondo un sondaggio sui responsabili degli smart worker, questo modo di lavorare ha un impatto molto positivo sulla responsabilizzazione per il raggiungimento dei risultati, sull’efficacia del coordinamento, sulla condivisione delle informazioni, sulla motivazione e la soddisfazione sul lavoro (32%) e sulla qualità del lavoro svolto. Il 30% dei responsabili registra miglioramenti anche nella produttività, nella gestione delle urgenze e nell’autonomia durante lo svolgimento delle attività lavorative.

Fra le criticità di chi fa Smart Working la più frequente è la percezione di un senso di isolamento (18%), seguita dal maggiore sforzo di programmazione delle attività e di gestione delle urgenze (16%). Altre difficoltà sono legate alle distrazioni esterne. Una buona percentuale di lavoratori agili (14%) non percepisce criticità.

 

Gli Award

A  conclusione del convegno, sono stati assegnati gli “Smart Working Award” 2018. Vincono A2A, Gruppo Hera, Intesa Sanpaolo e Maire Tecnimont (quest’ultima vincitrice assoluta del primo premio della giuria e del premio del pubblico). A Zurich è stato assegnato lo “Smart Working Impact Award”, premio per le aziende già vincitrici dello Smart Working Award nelle quali il progetto ha avuto un impatto significativo sull’organizzazione.

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