Il valore della formazione nell’economia della competenza

Nel mercato del lavoro italiano mancano molte competenze rispetto alle esigenze delle imprese: quelle iper specialistiche e le soft skill in particolare. La formazione è una risposta e passa anche dai fondi interprofessionali. Fondimpresa ha raggiunto le 200 mila aziende associate. Si punta anche sulle Academy aziendali.

formazione

Nel mondo che cambia è fondamentale la formazione. La grande sfida dell’economia si gioca sulla competenza, sulla formazione di nuovi lavoratori 4.0, sul reskilling della popolazione aziendale. Il trend è questo: anche se l’Italia è indietro sugli investimenti in formazione, la crescita è inarrestabile. Non potrebbe essere diversamente, perché mancano tante competenze. Secondo una indagine condotta da Mopi per il Sole 24 Ore le competenze di cui più si sente l’esigenza sono quelle iper-specialistiche, legate a industria 4.0, ma anche soft skill. Dall’indagine emerge che il 94% dei responsabili delle risorse umane rileva forti carenze nelle cosiddette competenze trasversali, in primis la leadership (indicata dal 63% degli intervistati).

Le imprese stanno raccogliendo la sfida in diversi modi: dalle Academy aziendali alle relazioni con università e scuole, dalla formazione per i dirigenti fino all’utilizzo dei fondi interprofessionali, che sono cassaforte e termometro dello stato della formazione. Il più grande è Fondimpresa (Confindustria e Cgil, Cisl e Uil), che ha compiuto 15 anni e ha raggiunto le 200 mila imprese aderenti, con più di 4,5 milioni di lavoratori iscritti, pari a quasi il 50% dell’intera platea di aziende e lavoratori facenti parte del sistema dei Fondi interprofessionali.

Di recente Fondimpresa ha presentato i dati della sua attività nel corso di una due giorni dedicata al futuro del sapere e all’impatto della digital transformation su imprese e lavoratori. Nel corso degli anni è aumentato il numero di imprese coinvolte e oggi le richieste delle aderenti eccedono le disponibilità di risorse. Un successo. “La scommessa è vinta, la strada è tracciata – ha commentato Bruno Scuotto, presidente di Fondimpresa (qui l’intervento conclusivo all’evento sul futuro del sapere) – il sistema dei Fondi costituisce la spina dorsale della Formazione continua del Paese, ma è necessario un ulteriore sforzo per far sì che le risorse gestite dai Fondi interprofessionali aumentino in modo che si possa continuare a stimolare la domanda di formazione sui territori e dare risposte a un Paese che, secondo i dati OCSE, è annoverato ancora agli ultimi posti tra quelli che investono sul tema. Del resto, è la stessa OCSE a dirlo: per prepararsi alle sfide di un mercato del lavoro che cambia, è necessario investire molto di più in formazione continua e i Fondi interprofessionali hanno il potenziale per dare agli adulti le competenze necessarie per riuscire nel mercato del lavoro e nella società”.

Academy

L’attenzione alla formazione nelle imprese prende diverse vie. Una di queste è quella della creazione di Academy aziendali (qui un nostro approfondimento) per un apprendimento tagliato sulle esigenze delle imprese. Nel corso dell’evento di Fondimpresa è stata presentata l’esperienza di Mashfrog Group, rete di aziende specializzata in servizi digitali. Mashfrog ha creato una propria Academy a seguito di un’analisi del mercato del lavoro. “Il settore ICT e dei servizi enterprise è molto competitivo e specializzato, ma le figure senior e qualificate scarseggiano rispetto alla domanda del mercato e alle esigenze delle aziende”. L’Academy è una risposta.

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