Il modello ITS per la buona formazione professionalizzante

Il monitoraggio del Miur sugli istituti tecnici superiori: l’80% dei diplomati trova lavoro entro un anno dalla conclusione del percorso di studio e stage, quasi sempre in aree coerenti con il proprio percorso formativo. Ma i diplomati sono ancora pochi: meno di 3.000 a fronte di un’esigenza di mercato di circa 20 mila tecnici specializzati/anno

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Formazione duale, alternanza scuola-lavoro introdotta e modificata, formazione on the job, garanzia giovani… per non parlare di tutto il vasto mondo della formazione professionale, universitaria e post universitaria. Insomma: la formazione è importante. Lo è ancora di più in una fase di profonda trasformazione come quella che stiamo vivendo, lo è perchè c’è lavoro e non ci sono le competenze per svolgere le mansioni richieste dal mercato. Secondo una proiezione Unioncamere-Anpal, le imprese avrebbero bisogno di 20 mila tecnici specializzati ogni anno. In Italia se ne diplomano poco più di 2.600: sono i ragazzi e ragazze degli ITS, istituti tecnici superiori.

Gli ITS sono uno dei fiori all’occhiello della formazione tecnica specializzata e i numeri sono tutti dalla loro parte. Quest’anno hanno compiuto 10 anni di vita e l’80% di chi esce dagli istituti trova lavoro entro un anno dalla conclusione del percorso di studio, che è integrato tra aula e stage obbligatorio in azienda per almeno il 30% delle ore del corso.

I numeri

Questi alcuni dei dati del Monitoraggio nazionale 2019 sul Sistema ITS (Istituti Tecnici Superiori). La rilevazione del Miur si è concentrata sugli esiti occupazionali a dodici mesi dal diploma per le studentesse e gli studenti che hanno concluso i percorsi ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2017 e ha riguardato 139 percorsi erogati da 73 Fondazioni ITS su 103 costituite, 3.367 iscritti e 2.601 diplomati. L’80% dei diplomati (2.068) ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, nel 90% dei casi (1.860) in un’area coerente con il percorso di studi concluso. Del 20% dei non occupati o in altra condizione, il 10,3% non ha trovato lavoro, il 4,8% si è iscritto a un percorso universitario, il 2,1% è in tirocinio extracurricolare e il 2,8% è risultato irreperibile.

Le aree

Dalla rilevazione emerge che le aree tecnologiche con le migliori performance occupazionali sono Mobilità sostenibile (83,4%) e Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (82,5%). Tra gli ambiti del Made in Italy, Sistema meccanica (91,9%) e Sistema moda (86,3%) ottengono i migliori risultati. Esiti occupazionali meno significativi si registrano per Efficienza energetica (72,2%), Nuove tecnologie della vita (72,7%) e Sistema casa (57%).

Impresa

Gli esiti del Monitoraggio evidenziano l’efficacia e la stabilità del canale formativo terziario professionalizzante degli ITS, una delle novità significative nel panorama della formazione terziaria professionalizzante. Una novità che ha convinto le imprese. I dati dimostrano che gli ITS rispondono a un bisogno reale delle aziende e colgono le diverse tendenze del mercato del lavoro.

Il partenariato delle Fondazioni ITS coinvolte nel monitoraggio è costituito per il 37,4% da imprese. Nelle attività di stage le imprese coinvolte sono state 2.467 (ricorrenze). Nel 30% dei percorsi realizzati, le tecnologie abilitanti 4.0 sono utilizzate nelle attività didattiche come strumenti per realizzare prodotti.

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