Il welfare aziendale condiviso e partecipato piace di più

Il coinvolgimento dei dipendenti è fondamentale per delineare i pacchetti di servizi da offrire nella contrattazione integrativa. Sgravi fiscali maggiori sui benefit aziendali, se le imprese attuano forme di coinvolgimento paritetico. Assistenza sanitaria al top tra le preferenze dei lavoratori

welfare aziendale

Il welfare aziendale piace ai dipendenti, soprattutto ai millennials ma non solo a loro. Ci sono contratti aziendali integrativi in cui la parte economica è completamente sostituita dai servizi e formule di erogazione dei servizi sempre più complesse, vere e proprie piattaforme con il bouquet delle prestazioni create dalle aziende per i dipendenti.

Il welfare aziendale è in gran spolvero: secondo i dati del 5° Rapporto Welfare e il 2° Rapporto Wellbeing, pubblicati da OD&M Consulting, società di specializzata nella consulenza nell’ambito delle Risorse Umane, cresce il numero di imprese che utilizza il premio di risultato per finanziare piani di welfare aziendale (47%); è elevata (62%) la percentuale di realtà che prevedono investimenti ad hoc in servizi per il personale. Sono invece il 55% le imprese coinvolte nella survey che prevedono la possibilità di convertire tutto o parte del premio di risultato in servizi di welfare.

La sfida dell’oggi, per migliorare ulteriormente la gestione delle risorse umane, è quella di realizzare pacchetti di welfare aziendale pienamente coerenti con i bisogni e le aspettative. Le parole chiave, in questa direzione, sono due: ascolto e coinvolgimento paritetico. Quest’ultimo è uno strumento normativo pensato per favorire la partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa, in tema di innovazione e miglioramento della qualità della vita. Con la Legge di Stabilità 2016 sono previsti sgravi fiscali per i lavoratori che convertono in welfare parte del premio di produttività (i bonus fiscali stanno favorendo la diffusione di piani di welfare aziendale anche nelle pmi); se l’azienda applica forme di coinvolgimento paritetico, le soglie degli sgravi fiscali sono più elevate. Sull’argomento è intervenuta l’agenzia delle Entrate, con una apposita circolare, per chiarire gli ambiti di applicazione della normativa.

Coinvolgimento e ascolto sono importanti soprattutto per “tarare” i piani di welfare. “Il welfare aziendale è ormai un pilastro fondamentale del Total Reward per la gestione del rapporto azienda/lavoratore – spiega Miriam Quarti di OD&M Consulting – Per garantire il successo dei piani sono cruciali il coinvolgimento dei dipendenti e la soddisfazione di effettivi bisogni che si estendono sempre più alla dimensione famigliare e al benessere individuale“.

Quale welfare?

Secondo la survey di OD&M tra i servizi più diffusi tra le aziende si rileva una prevalenza di quelli attinenti la ristorazione, l’assistenza sanitaria, la previdenza integrativa.  Per quanto riguarda le scelte dei dipendenti, invece, l’assistenza sanitaria rimane il servizio più apprezzato con quasi l’80% di gradimento. Seguono, tra i desiderata del personale, ferie e permessi extra rispetto a quelli previsti dai contratti di lavoro.

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