In attesa dei navigator: al palo le politiche attive del lavoro

La macchina del reddito di cittadinanza dovrebbe entrare a regime entro giugno, ma scoppia il caso dei precari di Anpal, che dovranno formare i navigator (precari a loro volta) che dovranno trovare lavoro ai disoccupati. In 79 mila hanno fatto domanda per essere assunti da Anpal Servizi. Reddito di cittadinanza: oltre un milione di domande

Navigator e Reddito di cittadinaza

Abbiamo imparato a conoscerli come navigator, ma l’inglese non rende tutto più bello. Saranno degli assistenti tecnici, assunti con un contratto di due anni. Stiamo parlando del lato delle politiche attive del reddito di cittadinanza: gli assistenti dovrebbero lavorare negli uffici di collocamento e aiutare i percettori di reddito di cittadinanza a trovare un lavoro, facendo fino a tre proposte.

 

Quello del reddito di cittadinanza è un sistema nuovo, con tante contraddizioni insite nel meccanismo stesso. Alcune le aveva evidenziate Stefano Bottaro, responsabile HRO di Avio Spa, intervistato da Hr Link qualche settimana fa. La principale era: sono dei precari che dovranno trovare lavoro stabile agli altri. Ma non è tutto. È di questi giorni la protesta degli addetti che dovranno formare i navigator, precari anche loro. In pratica: precari che formano altri precari che dovrebbero trovare lavoro a dei disoccupati.

 

I sindacati non ci stanno: «Abbiamo precari che devono trovare il lavoro ai disoccupati – sostiene il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra – è una situazione inaccettabile e paradossale, così come inconcepibile è il disinteresse che stiamo riscontrando da parte del governo, del Ministero del Lavoro, di Anpal e Anpal Servizi nel procedere alla creazione di un nuovo piano straordinario per la stabilizzazione dei precari, che da un notevole numero di anni servono la pubblica amministrazione in veste di esperti delle politiche del lavoro».

 

Il concorso

La selezione per i 3 mila navigator si farà in giugno: avranno un contratto di due anni e guadagneranno indicativamente 1.600 euro al mese. Le domande presentate sono state circa 79 mila. Non c’è ancora una data per la selezione, ma da Anpal assicurano che da giugno tutto andrà a regime. «Dal 24 giugno le regioni saranno in grado di gestire le politiche attive del lavoro, registrando i nominativi dei percettori del reddito di cittadinanza nella piattaforma comune, per procedere con le convocazioni individuali», ha dichiarato il numero uno dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive sul Lavoro, Domenico Parisi, in una intervista al Sole 24 Ore. «I navigator saranno assunti a fine giugno per essere operativi nelle prime due settimane di luglio – ha aggiunto Parisi –  Organizzeremo tre meeting di orientamento per Nord, Centro e Sud, poi 7-10 giorni di formazione intensiva».

 

Il reddito

In attesa della messa a regime del lato politiche attive, c’è già un primo bilancio delle richieste per il reddito di cittadinanza. Sono 1.016.977 le domande presentate al 30 aprile 2019. La Campania è la regione che ha fatto registrare il maggior numero di richieste, 172.175, seguita dalla Sicilia, con 161.383 domande. Superiori alle 90 mila le richieste in Lazio, Puglia e Lombardia (rispettivamente 93.048, 90.008 e 90.296). Le regioni con il minor numero di domande sono la Valle D’Aosta (1.333), il Trentino (3.695) e il Molise (6.388).

Per quanto riguarda i canali a disposizione per la presentazione, i CAF risultano quelli più utilizzati, con 748.742 richieste, seguiti dalle Poste (209.605) e dai patronati (35.593).

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