Reddito di cittadinanza e quota 100? Spesa improduttiva

Intervista a Stefano Bottaro, responsabile HRO di Avio Spa, sui provvedimenti simbolo del governo: “Dispersione di risorse che non risolve i problemi, occorre incentivare assunzioni e investimenti per avere crescita e occupazione”. Le criticità del decreto dignità: offerte di lavoro inesistenti e i navigator cococo. Legge di prossimità e contratti aziendali per derogare alle causali sui contratti a termine

reddito di cittadinanza e quota 100

Reddito di cittadinanza, nuove causali per i contratti a termine, decreto dignità… il giudizio di Stefano Bottaro, responsabile HRO di Avio Spa, su uno dei provvedimenti simbolo del governo gialloverde era stato duro. Allora non erano stati definiti tutti gli aspetti, altri sono stati modificati. “Ma il mio giudizio non cambia, resta negativo. Pensi solo che sono 30 anni che lavoro nelle risorse umane e non ho mai fatto una assunzione attraverso i centri per l’impiego, se non quelle obbligatorie. Ora ci dicono che questi centri, che in alcune zone del Paese gestiscono qualche decina di offerte di lavoro l’anno, dovrebbero fare milioni di proposte di lavoro”.

Alcune modifiche sono state fatte…

Vero, la legge che ha convertito il decreto dignità ha accolto alcune modifiche ma l’impianto non è cambiato. Ad esempio: è stata mantenuta la previsione di fare tre proposte di lavoro a ognuno di percettori del reddito di cittadinanza, è cambiato solo la distanza tra il luogo di residenza e il luogo in cui si offre il lavoro. Al momento abbiamo circa un milione di richieste di reddito di cittadinanza, vuol dire che serviranno tre milioni di offerte di lavoro se i numeri restano questi.

 

Almeno per i navigator, che dovranno gestire questa parte,  è stato trovato un accordo…

Prima dovevano essere dodicimila, poi seimila, ora saranno tremila: in teoria ognuno di loro dovrà trovare mille posti di lavoro. I navigator sono uno degli anelli deboli di questo sistema: saranno assunti senza una procedura concorsuale vera e propria, come prevedono le assunzioni pubbliche; saranno assunti da Anpal Servizi con un contratto cococo ma faranno un lavoro da dipendenti a tutti gli effetti… prevedo molte cause di lavoro. Infine la contraddizione: i navigator sono dei precari che devono trovare lavori stabili ad altri, possono candidarsi anche loro alle posizioni aperte?

 

Ci sarà qualcosa di buono in questa legge?

Sì, il fatto che abbiano inserito, come da sempre suggerito, che la parte residua del reddito di cittadinanza sia concessa, come incentivo, all’impresa che assume la persona che riceve l’assegno.

 

Almeno ci saranno persone che staranno meglio

All’Italia serve la crescita, non il sussidio. Reddito di cittadinanza e quota 100, i provvedimenti simbolo, daranno un contributo alla crescita del PIL – secondo quanto sostiene il governo stesso – dello 0,2%. Niente in pratica: vuol dire che stiamo sprecando risorse in spesa improduttiva. Circa 12 miliardi di euro, secondo le ultime stime; ma il costo vero lo conosceremo solo quando i provvedimenti saranno andati a regime.

 

C’è poi il tema delle causali sulla durata dei contratti a termine, sulle quali era stato molto critico. In alcune situazioni, ad esempio il rinnovo del Ccnl tra Assolovoro e sindacati, sono state inserite clausole per superare quelle causali. Che ne pensa?

Prevedo un fiorire di iniziative simili, anche a livello aziendale, perché quelle causali sono inapplicabili e dopo i dodici mesi portano direttamente a una causa di lavoro. Ma c’è anche un tema che riguarda la durata massima dei contratti a termine, stabilita in 24 mesi. Lo strumento che imprese e sindacati hanno a disposizione è l’articolo 8 della legge di prossimità: consente di fare accordi in deroga a livello aziendale. Ne sono stati fatti anche quando c’era il vincolo dei 36 mesi. Prevedo che ce ne saranno tanti altri nei prossimi mesi.

 

Secondo lei, in che direzione bisognerebbe intervenire per avere crescita e occupazione?

Non c’è molto da girarci intorno. Servono provvedimenti che riguardino direttamente le aziende: detassare gli investimenti, incentivare le assunzioni. Se non ci muoviamo in questa direzione, e con il Jobs Act qualcosa era stato fatto, non saremo mai un Paese attrattivo per gli investitori esteri. Abbiamo un cuneo fiscale sul lavoro troppo alto: fatto 100 il compenso lordo di un dipendente, al lavoratore vanno tra i 65 e i 70 mentre il costo aziendale è 140. Un delta insostenibile. Il reddito di cittadinanza, per concludere, è una dispersione di fondi che non risolve i problemi del Paese.

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