In Italia si lavora troppo e si superano le 40 ore: ecco lo studio di Eurostat

Quante ore trascorrono gli italiani al lavoro? Più dei colleghi tedeschi, danesi o norvegesi? Nel nostro Paese il 9,4% dei lavoratori dedica alla propria occupazione quasi 50 ore a settimana. Un dato che supera la media europea, che si attesta invece al 7%. Questo è quanto emerge dall’ultima analisi di Eurostat, mentre si infervora il dibattito sulla settimana corta a fronte dello stesso stipendio.

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Quasi 50 ore a settimana per il 9,4% dei lavoratori italiani: un dato superiore alla media europea, che si attesta invece al 7%. Questo è quanto emerge dall’ultima analisi di Eurostat, mentre si infervora il dibattito sulla settimana corta a fronte dello stesso stipendio.

“Lavorare meno, lavorare tutti” era lo storico slogan in voga nel ’68, che torna alla ribalta mentre in Europa e in Italia si discute con insistenza di settimana lavorativa corta.

Ma stare al lavoro dal lunedì al giovedì con lo stesso stipendio, è ancora un sogno per molti, quasi tutti.

In Italia solo due gruppi al momento (Intesa e Lavazza) stanno sperimentando questa soluzione nata anche dalla necessità di riorganizzare il lavoro durante il periodo della pandemia, tra la necessità di protezione e quella del risparmio energetico negli uffici arrivata poco dopo con la guerra tra Russa e Ucraina.

Un’ipotesi però già sperimentata in Gran Bretagna dove di recente un rapporto governativo ha dato vita ad un intenso dibattito: la maggior parte delle aziende che ha partecipato alla sperimentazione – una sessantina – ha deciso di voler proseguire e in 18 casi l’esperimento è diventato una pratica permanente.

In Italia Intesa Sanpaolo, ad esempio, ha già riorganizzo il lavoro e introdotto un nuovo modello per i 74 mila dipendenti. Tra le principali novità, appunto, la settimana corta di 4 giorni da 9 ore lavorative (36 ore in tutto) a parità di retribuzione, su base volontaria e compatibilmente con le esigenze tecniche e produttive. Lo stesso ha fatto Lavazza già nel 2022.

In realtà dagli ultimi dati dell’Eurostat (aggiornati al 2022) risulta un po’ in tutta Europa una tendenza contraria: in Italia i circa 2 milioni di lavoratori che restano sul posto per 50 ore a settimana invece che 40, e che rappresenta il 9,4% del totale, sono soprattutto autonomi (30%) e meno impiegati (il 4%). In Francia, tuttavia, questa tipologia di lavoratori si attesta attorno al 10,2% e in Grecia addirittura al 12,6; al contrario, in Romania il dato precipita al 2,2%, in Bulgaria allo 0,7%.

Forte, in Italia, la pressione dei sindacati, anche se di recente il dibattito si è concentrato con più insistenza sul taglio del cuneo fiscale nel decreto lavoro: «Sono disposto a riflettere partendo dalla realtà. – le parole espresse dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo scorso febbraio – Tutto va messo in sintonia con una saggia politica industriale con l’obiettivo di aumentare produttivià e occupazione».

Molto cauti nella risposta i sindacati che però fanno della settimana di quattro giorni un cavallo di battaglia: «Sono chiacchiere», replicava, infatti, a stretto giro il leader della Cgil, Maurizio Landini.

Ma anche gli industriali stanno riflettendo sulla possibile novità: «Siamo dispostissimi a sederci e a ragionare, ma non in maniera ideologica, o vanno in crisi l’occupabilità e l’occupazione in Italia», commentava il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi.

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