Incidenti sul lavoro, il giro di vite sulla sicurezza

Non si ferma la triste lista di morti sul lavoro e il governo non resta immobile. Il Premier Draghi e il Ministro Orlando hanno annunciato l’introduzione di un decreto che prevede un sostanziale rafforzamento dei controlli sulle imprese. Un tema, quello della sicurezza, quanto mai caldo: tra emergenza sanitaria e incidenti mortali che quotidianamente popolano le prime pagine dei giornali. Ecco i provvedimenti previsti dalla misura.

incidenti sul lavoro

Sospensione delle attività non in regola. Aumento degli ispettori. Una banca dati informatica unica che renda più sinergica l’azione di Ispettorato nazionale del lavoro, Inail, Regioni e Asl. Sono tre delle misure contenute nel decreto che il governo si appresta a varare per contrastare la piaga delle morti e degli infortuni sul lavoro, una «ferita sociale», come l’ha definita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ogni giorno in Italia muoiono in media tre persone sul posto di lavoro. Una strage silenziosa a cui il premier Mario Draghi e il Ministro del Lavoro Andrea Orlando adesso vogliono imprimere un giro di vite. Prima di tutto nelle sanzioni alle aziende inadempienti, con la sospensione dell’attività di impresa. Poi con un intervento più deciso contro il lavoro nero e il rafforzamento dell’Ispettorato del lavoro, ampliandone anche gli organici: previsto un bando per l’assunzione di poco più di 1.000 nuovi ispettori e l’ampliamento della unità messe a disposizione dall’Arma dei carabinieri per l’Ispettorato.

Nella bozza del decreto sono contenute modifiche al Testo unico sulla sicurezza del lavoro per «incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro e il coordinamento dei soggetti competenti», quindi un «ampliamento delle competenze ispettive dell’Ispettorato nazionale» e «un accentramento in capo all’Ispettorato del coordinamento dell’attività di vigilanza a livello provinciale». Si tratta, in sostanza, della volontà di mettere a sistema e armonizzare le attività delle Asl, innanzitutto con la previsione di almeno due riunioni all’anno del comitato regionale, convocate direttamente dall’Ispettorato.

In particolare, la sinergia tra le varie istituzioni competenti si fonda sul potenziamento della banca dati unificata, già prevista dalle norme ma mai decollata. «È istituito – si legge ancora nella bozza – il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia dell’attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti e non iscritti agli enti assicurativi pubblici, e per programmare e valutare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili nei sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate». Anche sindacati e associazioni imprenditoriali avranno accesso al database, per coinvolgerli maggiormente nell’impegno per la sicurezza del lavoro.

Al capitolo sanzioni, il nuovo decreto prevederà che «l’Ispettorato nazionale, quando riscontra che almeno il 10% dei lavoratori presenti (la soglia attuale è del 20%, ndr) risulti occupato senza instaurazione del rapporto di lavoro nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di violazione concernente gli illeciti sulla sicurezza, adotta un provvedimento di sospensione in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni». Cade dunque il vincolo della recidiva che caratterizza l’attuale normativa: la sospensione infatti oggi è prevista solo nel caso di reiterazione dell’illecito. Durante la sospensione, l’impresa non potrà avere rapporti con la pubblica amministrazione e dovrà comunque continuare a pagare lo stipendio ai dipendenti. Inoltre, il datore di lavoro che non ottempera sarà punito con l’arresto fino a sei mesi.

Infine, è previsto un incentivo per le aziende all’adesione agli Organismi paritetici, con una sorta di patente a punti (chiesta a più riprese dai sindacati), che consentirà di identificare, e premiare con sconti sui premi Inail, le aziende più virtuose nella formazione e nella prevenzione.

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