Labour awards: un premio ai giuslavoristi eccellenti

La settima edizione dei riconoscimenti promossi da Legalcommunity.it. Intervista ad Aldo Scaringella, Managing director di LC Publishing Group: “Siamo un unicum in Italia per qualità e trasparenza. Puntiamo a far emergere il merito e le eccellenze del sistema. I bravi avvocati puntano a fare buoni contratti, non contenziosi”

aldo scaringella LC Publishing Group

Un riconoscimento per dare risalto all’avvocato giuslavorista, a quegli studi o singoli professionisti che sempre più lavorano a contatto con gli HR d’impresa per trovare soluzioni innovative, in grado di contribuire complessivamente al miglioramento delle condizioni di lavoro, per il dipendente e per l’impresa. Stiamo parlando dei Labour Awards di Legalcommunity.it, un evento unico nel suo genere in Italia, giunto alla settima edizione. Oltre ai riconoscimenti per le diverse categorie (qui tutti i vincitori dell’edizione 2018), Legalcommunity.it ha pubblicato anche il Labour Report 2018 – The Best in Italy. Con Aldo Scaringella, Managing director di LC Publishing Group (editore di Legalcommunity.it), abbiamo fatto il punto sul premio, sulle caratteristiche dei vincitori e sulle evoluzioni in atto nel settore.

Scaringella, quali sono le caratteristiche del Labour Award?
Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a far nascere questo riconoscimento?

«L’obiettivo è quello di far emergere le eccellenze del mercato legale giuslavoristico. Per arrivare al risultato finale seguiamo un percorso articolato supportato da strumenti di digital intelligence e ricerca. Il primo passo sono le interviste ai clienti e la ricerca dei dati, poi si mette al lavoro una giuria qualificata composta da direttori del personale e altri interlocutori del mondo degli avvocati giuslavoristi. Alla fine c’è la selezione dei nomi ritenuti maggiormente meritevoli. Faccio una sottolineatura doverosa: il nostro è l’unico riconoscimento del genere che viene attribuito in piena trasparenza, attraverso il voto di una giuria competente. Nel mercato legale italiano non ci sono altri riconoscimenti che vengono attribuiti attraverso un processo scientifico simile al nostro».

Fate analisi su centinaia di professionisti e studi legali e i riconoscimenti assegnati sono diversi, ma hanno una caratteristica comune?

«Userei due parole per dare la risposta: merito e eccellenza… avercene! Ovviamente non sono elementi caratterizzanti solo di quest’anno, era così anche nelle scorse edizioni. Nella complessità che caratterizza la nostra vita sociale e economica, non sempre merito e eccellenza sono dei driver per la selezione della classe dirigente. Noi, nella continuità, puntiamo a far emergere eccellenza e merito. E così sarà anche in futuro, anche  costo di scontentare qualcuno. Pazienza…»

Che rapporto c’è tra gli avvocati giuslavoristi e gli Hr manager che in azienda si occupano di gestione del personale?

«C’è un legame fondamentale. Non per dire banalità, ma tutta la regolamentazione dei rapporti tra impresa e collaboratori o dipendenti passa dal diritto del lavoro, cioè la competenza di questi avvocati. Sono loro che, all’interno del diritto, “dettano” le regole dell’accordo tra datore di lavoro e dipendente»

Accordo o gestiscono il contenzioso?

«Certo, c’è il contenzioso ma anche tanto altro. Puntare solo sul contenzioso non è lungimirante:  i grandi avvocati d’affari o giuslavoristi sanno benissimo che il contenzioso è l’ultimo step del processo, quello a cui si cerca di non arrivare mai. La parte fondamentale è la contrattualistica: ogni buon rapporto è regolato da un buon contratto e un buon contratto fa da deterrente a ogni contenzioso. I grandi avvocati, quelli che assistono le direzioni del personale aziendali, lavorano con l’obiettivo di fare buona contrattualistica».

Che novità ci saranno per il prossimo Labour Award?

«Ci sarà l’ottava edizione. Potrà esserci qualche novità di contesto o di format, ma nessuno stravolgimento. Ci teniamo stretto il riconoscimento così come è, con la sua formula, la sua autorevolezza e la sua trasparenza. Potrebbe essere un caso in cui il cambiamento porterebbe a una perdita: la nostra forza è la tradizione».

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